Contro l’apatia: chi saranno i prossimi?

Senza tirare in ballo il celebre testo di Martin Niemöller citato da Brecht (perché abbiamo ancora il senso delle proporzioni), è notevole leggere la delusione degli attivisti per i diritti civili nei confronti del capolavoro di farsi dare la linea sulle unioni civili da Formigoni, Giovanardi e Alfano.

Quando ci fu il Jobs Act, fu la volta di quelli legati a una certa idea del lavoro. Che non riguardava quelli dei diritti civili, o gli ambientalisti, o le insegnanti.

Quando ci fu lo Sblocca Italia, fu la volta degli ambientalisti. Che non riguardava però le insegnanti, i sostenitori dei diritti civili.

Quando ci fu la Buona Scuola, fu la volta degli insegnanti. Che non riguardava però i sostenitori dei diritti civili.

Ora tocca ai sostenitori dei diritti civili. Che non pensavano di fare la fine delle insegnanti, degli ambientalisti, dei lavoratori più sindacalizzati.

E si arrabbiano un casino e si dicono sorpresi e non si capacitano.

E invece è così, è una matrice: larghe intese, centrismo, ipocrisia, doppio gioco.

Chi saranno i prossimi?

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