Caporalato: votiamo a favore, ma si poteva fare di più e meglio

Siamo necessariamente favorevoli al nuovo art. 603 bis del codice penale che d’ora in poi punirà con la reclusione da 1 a 6 anni chiunque sfrutti il lavoro altrui approfittando dello stato di bisogno del lavoratore.

Con i nostri emendamenti abbiamo cercato di chiudere una falla vistosissima del nuovo impianto normativo. Tutti sappiamo che, con particolare riferimento al settore agricolo, la maggior parte dei laboratori vittime dei caporali e degli utilizzatori finali sono stranieri irregolarmente soggiornanti. Si tratta di soggetti facilmente ricattabili e peculiarmente vulnerabili, perché nel momento in cui decidessero di denunciare gli sfruttatori recandosi in caserma dei carabinieri o in commissariato di polizia non riceverebbero il benvenuto ma l’incriminazione per il reato di clandestinità (art. 10 bis del TU Immigrazione). Abbiamo dunque chiesto di emendare il provvedimento introducendo il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale di durata biennale per i lavoratori stranieri sfruttati e abbiamo ricordato alla maggioranza che nel 2014 il parlamento aveva consegnato al ministro Orlando una precisa delega per l’abrogazione del reato di clandestinità. Un reato giudicato dagli stessi magistrati inutile e dannoso (vedi le dichiarazioni del primo presidente della Corte di Cassazione in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario). Quella delega il Governo l’ha fatta decadere restituendo furbescamente la palla al Parlamento. L’occasione della discussione della legge sul caporalato è stata dunque l’ennesima occasione sprecata per fare una scelta buona e giusta.

Noi abbiamo depositato da mesi un progetto di legge per la cancellazione del reato di clandestinità e abbiamo proposto emendamenti alla legge sul caporalato. Insomma abbiamo fatto un’opposizione pacata, ferma, costruttiva, rigorosa, di merito. Resterà agli atti. Insieme all’insipienza di una maggioranza autoreferenziale e bloccata.

Da ultimo, dobbiamo evidenziare che quando c’è la volontà politica di approvare una legge basta una sola lettura di Camera e Senato, come è avvenuto in questo caso, senza bisogno di strappare la Costituzione e di trasformare il Senato in un mostriciattolo. Ma a volte la volontà politica dovrebbe essere anche più tempestiva: per un’estate intera, quella appena trascorsa, i caporali hanno continuato a sguazzare indisturbati nell’illegalità.

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