L’uguaglianza come motore, la diversità come innovazione.

Istruzione 

La scuo­la, nel nostro idea­le, lavo­ra inces­san­te­men­te per gene­ra­re inclu­sio­ne, edu­ca­zio­ne alle dif­fe­ren­ze, per dare ugua­li pos­si­bi­li­tà a ciascuno. 
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Europa Possibile 

Un’Europa fede­ra­le, soli­da­le, equa, giu­sta, aper­ta al mon­do, che appar­ten­ga alle cit­ta­di­ne e ai cit­ta­di­ni. Noi ci cre­dia­mo. Per unir­ti a noi e par­te­ci­pa­re al grup­po di lavo­ro sull’Europa, invia una mail a [email protected]
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Questione di genere 

L’uguaglianza di gene­re per noi è sem­pre sta­ta più di una voce inse­ri­ta in un pro­gram­ma, più di un gior­no all’anno con cui lavar­si la coscien­za fino alla ricor­ren­za suc­ces­si­va, più di un agget­ti­vo di moda da aggiun­ge­re in auto­ma­ti­co per caval­ca­re l’onda del momento. 
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Tax the rich 

Duran­te la pan­de­mia, men­tre 7,6 milio­ni di per­so­ne in Ita­lia han­no visto peg­gio­ra­re il pro­prio teno­re di vita, il patri­mo­nio del­le 40 per­so­ne più ric­che è pas­sa­to da 121 a 165 miliardi. 
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Lavoro 

Il lavo­ro si paga. Si paga il giu­sto, si paga quan­to è neces­sa­rio per coin­vol­ge­re l’individuo nel­le sor­ti del­la socie­tà, per la digni­tà e il rispet­to del­la persona. 
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Diritti per tuttɘ 

Matri­mo­nio egua­li­ta­rio, leg­ge con­tro l’omolesbobitransfobia, edu­ca­zio­ne alle dif­fe­ren­ze, pie­na cit­ta­di­nan­za per le per­so­ne trans*: per una socie­tà più giusta. 
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Legalizzala 

Can­na­bis lega­le. Can­na­bis lega­le. Can­na­bis lega­le. Can­na­bis lega­le. Visto che il resto del­la poli­ti­ca fa così fati­ca a par­lar­ne, dob­bia­mo far­lo noi. 
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Previsioni del tempo 

La que­stio­ne cli­ma­ti­ca non è solo un’urgenza, è l’opportunità di ripen­sa­re il nostro model­lo di sviluppo. 
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Il 31 ago­sto e il 4 set­tem­bre 2025, una flot­ti­glia inter­na­zio­na­le, la Glo­bal Sumud Flo­til­la, sal­pe­rà da Spa­gna, Tuni­sia e altri por­ti del Medi­ter­ra­neo, con una sola rot­ta: ver­so Gaza. C’è biso­gno di tut­to il soste­gno pos­si­bi­le: dona, con­di­vi­di, mobilitati. 
Se — con­clu­de Druet­ti — tro­via­mo inac­cet­ta­bi­le che Israe­le, tra le altre cose, spa­ri sul­le per­so­ne che aspet­ta­no il cibo, dob­bia­mo smet­te­re di ven­der­gli le armi per far­lo. Stes­sa cosa con gli ospe­da­li, con den­tro i gior­na­li­sti. Le dichia­ra­zio­ni tar­di­ve di Melo­ni sono inu­ti­li, se non cam­bia qual­co­sa nel­le azio­ni del governo. 
Se nono­stan­te le richie­ste del­la poli­ti­ca, del­la cit­ta­di­nan­za, dell’AIAC (Asso­cia­zio­ne Ita­lia­na Alle­na­to­ri Cal­cio) la par­ti­ta si gio­che­rà lo stes­so, il 14 otto­bre sare­mo in piaz­za a Udi­ne alla mani­fe­sta­zio­ne di pro­te­sta, orga­niz­za­ta dal Comi­ta­to per la Pale­sti­na di Udi­ne, del­la Comu­ni­tà Pale­sti­ne­se del Friu­li e del Vene­to, da Salaam Ragaz­zi dell’Olivo e da Cal­cio e Rivo­lu­zio­ne, a cui han­no già ade­ri­to più di 200 asso­cia­zio­ni per dire anco­ra una vol­ta no sport-washing e stop al genocidio. 
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