Anche noi obiettiamo la guerra: sosteniamo la Legge di Iniziativa Popolare lanciata da Emergency

Anche noi obiettiamo la guerra: sosteniamo la Legge di Iniziativa Popolare lanciata da Emergency. Nel frattempo, vanno sostenute tutte quelle iniziative, a partire dall’annotazione nei registri comunali della volontà individuale di manifestare obiezione al servizio militare, che consentano alla cittadinanza di esprimere fin d’ora il proprio NO al servizio armato e alla guerra.

È di que­sti gior­ni la pub­bli­ca­zio­ne in Gaz­zet­ta Uffi­cia­le di una nuo­va pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re per l’obiezione di coscien­za alla guer­ra e al sup­por­to alle atti­vi­tà mili­ta­ri in gene­ra­le.

L’iniziativa, lan­cia­ta da Emer­gen­cy, si col­lo­ca all’interno dell’ampia cam­pa­gna R1PUD1A, con cui ven­go­no pro­mos­se e soste­nu­te ini­zia­ti­ve che dia­no attua­zio­ne al prin­ci­pio san­ci­to dall’art. 11 del­la nostra Costi­tu­zio­ne: L’I­ta­lia ripu­dia la guer­ra come stru­men­to di offe­sa alla liber­tà degli altri popo­li e come mez­zo di riso­lu­zio­ne del­le con­tro­ver­sie inter­na­zio­na­li

Si trat­ta di un’ini­zia­ti­va di gran­de impor­tan­za in que­sto momen­to sto­ri­co: in Ita­lia la leva obbli­ga­to­ria maschi­le è sol­tan­to “sospe­sa”, ma altri pae­si euro­pei han­no già riat­ti­va­to i mec­ca­ni­smi che con­sen­ta­no chia­ma­te e mobi­li­ta­zio­ni, per cui è neces­sa­rio atti­var­si per ricrea­re la cor­ni­ce giu­ri­di­ca in cui ogni cit­ta­di­no e ogni cit­ta­di­na pos­sa rifiu­tar­si di svol­ge­re qual­sia­si atti­vi­tà o ser­vi­zio arma­to o a sup­por­to di atti­vi­tà mili­ta­ri, sen­za dover subi­re per que­sto alcu­na con­se­guen­za per­so­na­le.

I rac­con­ti e le imma­gi­ni di ciò che avvie­ne in pae­si in sta­to di guer­ra, dove gio­va­ni uomi­ni ven­go­no rapi­ti e costret­ti ad anda­re in guer­ra e dove chi obiet­ta e non accet­ta di svol­ge­re il ser­vi­zio arma­to vie­ne reclu­so o sot­to­po­sto a vere e pro­prie per­se­cu­zio­ni, qua­si a voler­ne san­ci­re la mor­te civi­le per inde­gni­tà, ci mostra­no cosa potreb­be acca­de­re anche in Ita­lia se non prov­ve­dia­mo con urgen­za a rico­strui­re un qua­dro giu­ri­di­co chia­ro.

Il dirit­to all’obiezione di coscien­za, peral­tro pre­vi­sto anche dal­la Car­ta dei dirit­ti fon­da­men­ta­li dell’Unione euro­pea, è sta­to rico­no­sciu­to in pas­sa­to dal­la Cor­te Costi­tu­zio­na­le, la qua­le nel 1991 affer­mò niti­da­men­te che “la pro­te­zio­ne del­la coscien­za indi­vi­dua­le si rica­va dal­la tute­la del­le liber­tà fon­da­men­ta­li e dei dirit­ti invio­la­bi­li rico­no­sciu­ti e garan­ti­ti all’uo­mo come sin­go­lo, ai sen­si del­l’art. 2 del­la Costi­tu­zio­ne; (…) la sfe­ra di poten­zia­li­tà giu­ri­di­che del­la coscien­za indi­vi­dua­le rap­pre­sen­ta, in rela­zio­ne a pre­ci­si con­te­nu­ti espres­si­vi del suo nucleo essen­zia­le, un valo­re costi­tu­zio­na­le così ele­va­to da giu­sti­fi­ca­re la pre­vi­sio­ne di esen­zio­ni pri­vi­le­gia­te dall’assolvimento di dove­ri pub­bli­ci qua­li­fi­ca­ti dal­la Costi­tu­zio­ne come inde­ro­ga­bi­li (c.d. obie­zio­ne di coscien­za)”.

Il dirit­to all’obiezione di coscien­za, dun­que, pre­va­le anche davan­ti all’altisonante for­mu­la­zio­ne dell’art. 52 del­la Costi­tu­zio­ne, secon­do cui “La dife­sa del­la Patria è sacro dove­re del cit­ta­di­no”.

Poi­ché però il suc­ces­si­vo com­ma del mede­si­mo art. 52 pre­ve­de che “Il ser­vi­zio mili­ta­re è obbli­ga­to­rio nei limi­ti e modi sta­bi­li­ti dal­la leg­ge” e nel 2010 la L. n. 230 del 1998, che disci­pli­na­va appun­to l’obiezione di coscien­za al ser­vi­zio di leva, è sta­ta improv­vi­da­men­te abro­ga­ta crean­do un vuo­to nor­ma­ti­vo, è oppor­tu­no inter­ve­ni­re quan­to pri­ma sul nostro siste­ma giu­ri­di­co.

Nel frat­tem­po, van­no soste­nu­te tut­te quel­le ini­zia­ti­ve, a par­ti­re dall’annotazione nei regi­stri comu­na­li del­la volon­tà indi­vi­dua­le di mani­fe­sta­re obie­zio­ne al ser­vi­zio mili­ta­re, che con­sen­ta­no alla cit­ta­di­nan­za di espri­me­re fin d’ora il pro­prio NO al ser­vi­zio arma­to e alla guer­ra.

Come ha dichia­ra­to a Reg­gio Emi­lia Simo­net­ta Gola di Emer­gen­cy, “abbia­mo biso­gno di uno stru­men­to con­tro la pau­ra: la sca­la di quel­lo che sta suc­ce­den­do è così gran­de da far­ci sen­ti­re impo­ten­ti, ma rico­no­sce­re il dirit­to di sot­trar­re il nostro cor­po alla guer­ra è un modo con­cre­to per incep­pa­re que­sto mec­ca­ni­smo”.

Car­lo Buf­fa
Firen­ze Pos­si­bi­le

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