Una proposta di legge di iniziativa popolare per un’imposta sull’1% più ricco per investire in sanità, scuola, casa, ambiente, sicurezza sul lavoro, disabilità, reddito.
È un testo che introduce un’imposta patrimoniale annuale progressiva sui grandi patrimoni superiori a 2 milioni di euro — prima casa esclusa — con aliquote che vanno dall’1% (sulla quota tra 2 e 5 milioni) fino al 3,5% (per la quota che supera i 20 milioni). La proposta contiene anche una riforma dell’imposta di successione, in modo che sia allineata alla media europea. Il gettito stimato? Tra 26 e 60 miliardi l’anno, a seconda della platea, che oscilla tra 200 mila e 500 mila contribuenti. Si tratta proprio di quell’1% della popolazione più benestante.
L’idea è che attraverso la maggiore tassazione delle grandi fortune si possa dare avvio a una grande restituzione, non solo monetaria ma anche di opportunità, di accesso a casa, clima ed energia, in un momento in cui proprio questi tre aspetti sono messi in crisi dalle dinamiche di potere a livello internazionale. La restituzione è un atto di giustizia che è semplice da capire: qualcuno ha troppo per sé, una ricchezza smodata, non derivante dal merito, spesso ereditata, il più delle volte maturata sfruttando i meccanismi dei mercati finanziari e accumulata soprattutto grazie ai varchi lasciati da un sistema fiscale fin troppo permissivo rispetto ai redditi da capitale. Questa ricchezza è concentrata a discapito della collettività, che vede il privilegio dei pochi prevalere sull’interesse comune.
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