Nell’ultimo anno, Udine ha compiuto passi concreti e significativi nella costruzione di una rete di tutela e accoglienza per le persone LGBTQIA+. Un percorso avviato da Arcigay Udine Fûr!, in rete con le realtà del territorio e con il supporto dell’Amministrazione comunale, che ha ora il suo tassello più importante: l’apertura di Casa Carra.
Tutto ha preso avvio il 27 giugno scorso con l’inaugurazione del CAD Carra, il primo Centro Antidiscriminazione della città dedicato alla tutela delle persone LGBTQIA+. Dal 1° dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS, è diventato attivo presso il CAD l’Udine Checkpoint, servizio community based di supporto alla salute sessuale. Oggi, con Casa Carrà, si aggiunge il tassello dell’accoglienza abitativa: un appartamento a indirizzo riservato con due posti letto, realizzato nell’ambito del progetto europeo POWER (Promoting Organisations Empowerment Women’s Rights) grazie alla collaborazione con il Centro Balducci, destinato a persone LGBTQIA+ in grave emergenza a causa di violenze, maltrattamenti o discriminazioni sistemiche. Non solo un tetto, ma un percorso strutturato verso l’autonomia, sostenuto da un’équipe multidisciplinare — legale, psicologica, sanitaria, educativa, sociale — e da una rete capace di rispondere a bisogni complessi e troppo spesso invisibili.
Con Casa Carra, il Friuli Venezia Giulia ritrova un presidio di protezione specializzata che mancava dal 2023, quando aveva chiuso Villa Carrà: fino ad oggi, chi si trovava in condizioni di emergenza era costretto a cercare strutture a oltre 160 chilometri di distanza.
«Casa Carra è la dimostrazione concreta di cosa significhi fare politica pubblica con le comunità e non sulle comunità. Quando un’istituzione sceglie di stare al fianco dell’associazionismo LGBTQIA+, di co-costruire risposte strutturate invece di lasciare sole le persone di fronte alla violenza e alla discriminazione, produce risultati che cambiano davvero le vite. Udine lo ha fatto: con il CAD Carra, con l’Udine Checkpoint, e oggi con Casa Carra — un presidio di libertà e autodeterminazione che colma un vuoto rimasto aperto per tre anni in tutto il Friuli Venezia Giulia. In un paese in cui il governo nazionale taglia i fondi alle politiche antiviolenza, nega i diritti delle famiglie arcobaleno e lascia le persone trans* senza tutele adeguate, questo modello di rete territoriale non è solo una buona pratica: è una risposta politica. Possibile guarda a Udine come a un esempio da replicare e da difendere.»
Gianmarco Capogna, Coordinatore del Comitato Scientifico di Possibile, Portavoce Possibile LGBTI+
«È sempre una buona notizia quando la città si arricchisce di un nuovo servizio, in particolare se destinato alle persone più vulnerabili. L’Amministrazione comunale ha sostenuto questo percorso fin dall’apertura del CAD e dell’Udine Checkpoint, fino alla nascita di Casa Carra: un’iniziativa unica sul territorio, che testimonia l’impegno di tutta la comunità contro ogni forma di violenza discriminatoria. Questo lavoro richiede approccio integrato, multidisciplinarità e altissima specializzazione — anni di formazione e presenza sul territorio. Il Comune è e resterà al fianco di chi lavora ogni giorno per rendere Udine più accogliente.»
Arianna Facchini, Assessora del Comune di Udine a Demografica e statistica, Politiche giovanili, Pari opportunità, Bilancio di sostenibilità










