NO REMIGRATION SUMMIT
Lettera aperta alla cittadinanza, alle istituzioni e alle forze politiche e civili di Milano e della Lombardia
Milano, 30 marzo 2026
Al Prefetto di Milano
Al Questore di Milano
Al Sindaco di Milano
Al Presidente del Consiglio Comunale di Milano e ai capigruppo consiliari
Al Presidente della Regione Lombardia
Al Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia e ai capigruppo consiliari
Alle cittadine e ai cittadini di Milano e della Lombardia
A tutte le forze politiche, sociali e civili democratiche
Il 18 aprile, nella nostra città, è previsto lo svolgimento del Remigration Summit, un evento organizzato dal gruppo dei Patrioti europei (a cui aderisce anche la Lega) che riunisce gruppi neofascisti e neonazisti attorno a un’ideologia che promuove la pulizia etnica, la supremazia razziale e la negazione dei diritti fondamentali di milioni di persone.
Non si tratta di un convegno politico come gli altri. Si tratta di un raduno che diffonde idee che la nostra Repubblica ha condannato prima ancora che nelle leggi, nel sangue di chi ha combattuto per liberarci dal nazifascismo.
Non è la prima volta che la Lombardia concede spazi pubblici a eventi di questo tipo. È già accaduto a Gallarate. È già accaduto a Lonate Pozzolo. Ogni volta si è scelto il silenzio o la giustificazione. Ogni volta quell’indifferenza ha reso più normale ciò che normale non è e non può essere.
Questa volta, però, il vicepresidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini e il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana della Lega sono tra gli organizzatori: rappresentanti istituzionali che scelgono di partecipare a un evento che rilancia ideologie in aperto contrasto con la nostra Costituzione, quella nata dalla Resistenza al nazifascismo.
Milano è città Medaglia d’Oro della Resistenza. È la città che il 25 aprile 1945 si è liberata da sola, prima ancora dell’arrivo degli Alleati. È la città che ha pagato con la vita di migliaia di suoi cittadini il prezzo della libertà, dell’uguaglianza, della dignità umana.
Questi valori non sono retorica. Sono le fondamenta della nostra Costituzione repubblicana, che all’articolo 3 sancisce che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».
La promozione di ideologie razziste e di pratiche assimilabili alla pulizia etnica non è solo moralmente inaccettabile: è illegale. La Legge Mancino punisce chiunque propagandi idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale ed etnico, ovvero inciti a commettere atti di discriminazione. Il Trattato di Lisbona e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (art. 21) vietano qualsiasi discriminazione fondata sulla razza, l’origine etnica o la nazionalità.
Chiediamo alle istituzioni competenti di provvedere con la massima urgenza a non consentire lo svolgimento di questo evento in quanto non è compatibile con il quadro normativo vigente.
I rappresentanti delle istituzioni repubblicane non possono partecipare a qualunque evento in nome della libertà di espressione. Hanno il dovere, assunto giurando sulla Costituzione, di non avallare con la propria presenza ideologie che quella stessa Carta condanna. La loro partecipazione non è un fatto privato: è un segnale politico gravissimo che non può restare senza risposta.
IL NOSTRO APPELLO
Per tutte queste ragioni, noi firmatari e firmatarie chiediamo:
ALLE ISTITUZIONI di adoperarsi con ogni strumento legale a disposizione per impedire lo svolgimento di questo evento, e di prendere pubblicamente le distanze da qualsiasi forma di legittimazione delle ideologie che vi vengono promosse.
AL PREFETTO E AL QUESTORE DI MILANO, quali autorità titolari del potere di divieto delle manifestazioni pubbliche, chiediamo di valutare con urgenza la compatibilità di questo evento con l’ordine pubblico e con le leggi dello Stato, e di adottare tutti i provvedimenti necessari per impedirne lo svolgimento qualora ne ricorrano le condizioni.
ALLE FORZE POLITICHE DI CENTROSINISTRA E A TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE di non restare in silenzio, di coordinarsi e di agire con urgenza: nelle aule consiliari, nelle piazze, nella società civile.
ALLA CITTADINANZA DI MILANO E DELLA LOMBARDIA di ricordare chi siamo, da dove veniamo e cosa abbiamo il dovere di difendere; non per noi soli, ma anche per chi verrà dopo di noi.
Scendiamo in piazza, insieme.
Le parole non bastano. Per questo lanciamo un appello aperto a tutte le realtà politiche, associative e civili che condividono i valori di questa lettera: costruiamo insieme una mobilitazione pubblica entro il 10 aprile, una presenza visibile e unitaria nelle strade di Milano per dire chiaramente che questo territorio non vuole ospitare un raduno all’insegna dell’odio, del razzismo e della nostalgia nazifascista.
Se fai parte di un’organizzazione, un’associazione, un gruppo politico o anche se sei un semplice cittadino che vuole contribuire, ti invitiamo a metterti in contatto con noi. La piazza si costruisce insieme, e il momento di farlo è adesso.










