Il Sud ha vinto il referendum (e non è un caso)

Napoli 71%. Palermo 65%. Bari 60%. Il Mezzogiorno ha respinto la riforma Nordio con numeri chiarissimi. Eppure, fin da subito, diversi commentatori hanno iniziato a sminuire un risultato evidente, scatenando i soliti pregiudizi contro i meridionali: chissà cosa gli hanno promesso, non hanno votato liberamente, e così via.
Napo­li 71%. Paler­mo 65%. Bari 60%. Il Mez­zo­gior­no ha respin­to la rifor­ma Nor­dio con nume­ri chia­ris­si­mi.
Eppu­re, fin da subi­to, diver­si com­men­ta­to­ri han­no ini­zia­to a smi­nui­re un risul­ta­to evi­den­te, sca­te­nan­do i soli­ti pre­giu­di­zi con­tro i meri­dio­na­li: chis­sà cosa gli han­no pro­mes­so, non han­no vota­to libe­ra­men­te, e così via.
Il gover­no ave­va scom­mes­so sul­l’a­sten­sio­ni­smo meri­dio­na­le. Con­ta­va su un mez­zo­gior­no abi­tua­to al voto clien­te­la­re, che va alle urne quan­do c’è da chie­de­re favo­ri al poten­te di tur­no. Con­ta­va sul­l’im­pos­si­bi­li­tà di vota­re di chi è sta­to costret­to a emi­gra­re, negan­do il voto ai fuo­ri­se­de: dal Sud sono anda­ti via più di 100.000 per­so­ne nel­l’ul­ti­mo anno, più di un milio­ne dal 2014. Non è anda­ta così.
Chi è anda­to a vota­re, inve­ce, lo ha fat­to per man­da­re due segna­li chia­ris­si­mi: la Costi­tu­zio­ne non è un gio­co e que­sto gover­no deve anda­re a casa.
È un dato poli­ti­co, ma guai a pen­sa­re che sia una cam­bia­le in bian­co ai par­ti­ti di oppo­si­zio­ne. Basti guar­da­re il voto dato al No a Napo­li, che supe­ra quel­lo alle tre for­ma­zio­ni dal­la sini­stra al cen­tro del­le ulti­me regio­na­li. Le tan­te tes­se­re elet­to­ra­li d’an­na­ta tor­na­te alle urne e i tan­ti gio­va­ni alle pri­me vota­zio­ni ci rac­con­ta­no di un popo­lo in cer­ca di rap­pre­sen­tan­za e rispo­ste dal­la poli­ti­ca.
Que­sto è anche un popo­lo che ha scel­to di sta­re dal­la par­te dei magi­stra­ti, in tan­te aree uni­ca pre­sen­za tan­gi­bi­le di uno Sta­to vis­su­to come distan­te, e che ha visto le asso­cia­zio­ni anti­ma­fia in pri­ma linea per il No. A chi pro­va a ribal­ta­re que­sto dato con i soli­ti pre­giu­di­zi, come Sal­lu­sti, rispon­dia­mo: baste­reb­be guar­da­re agli spa­ru­ti comu­ni del meri­dio­ne in cui ha vin­to il Sì per capi­re dove mafie e voto clien­te­la­re han­no anco­ra biso­gno di esse­re com­bat­tu­ti, come ave­va det­to Grat­te­ri. Gli anti­cor­pi, come si è visto, sono for­tis­si­mi.
Que­sto risul­ta­to appar­tie­ne a un fron­te amplis­si­mo ed ete­ro­ge­no. Il nostro com­pi­to è non lascia­re che que­sto capi­ta­le poli­ti­co si disper­da, costruen­do insie­me una pro­po­sta poli­ti­ca che dia le rispo­ste che il meri­dio­ne atten­de da trop­po tem­po.

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