Lotta, memoria, impegno: questo è il significato della Giornata nazionale delle vittime innocenti di mafia.
Ricordarle è un grido di resistenza culturale e politica intersezionale. Le mafie prosperano dove lo Stato e la politica arretrano, dove le logiche mafiose e patriarcali impongono l’omertà e il silenzio, dove la precarietà rende vulnerabili e ricattabili le esistenze.
Fare memoria in questo giorno significa restituire dignità alle storie di vite interrotte, strappandole all’oblio e rendendo loro una forma diversa di esistenza. E significa prendersi cura dei territori, liberandoli dal controllo criminale che soffoca l’economia sana e i diritti sociali.
Disarmare il potere mafioso, violento, patriarcale e predatorio che vede nelle persone e nell’ambiente solo risorse da sfruttare è un impegno che non può esaurirsi in un elenco dei nomi delle vittime innocenti.
Lottare contro la mafia significa anche lottare per il salario minimo, per i consultori, per una scuola che sia presidio di libertà, per una giustizia che non guardi in faccia nessuno.
Siamo una marea che vuole trasformare il dolore in proposta politica, la memoria in impegno continuo e costante, il desiderio di verità e giustizia in consapevolezza dei veleni che le mafie iniettano nella società.
Concetta Contini









