Stop the game: 20.000 firme per dire no a Italia-Israele

Se nonostante le richieste della politica, della cittadinanza, dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio) la partita si giocherà lo stesso, il 14 ottobre saremo in piazza a Udine alla manifestazione di protesta, organizzata dal Comitato per la Palestina di Udine, della Comunità Palestinese del Friuli e del Veneto, da Salaam Ragazzi dell’Olivo e da Calcio e Rivoluzione, a cui hanno già aderito più di 200 associazioni per dire ancora una volta no sport-washing e stop al genocidio.

Stop the game: più di 20MILA fir­me per dire no a Ita­lia-Israe­le rac­col­te dal­la peti­zio­ne che abbia­mo lan­cia­to ad ago­sto su bit.ly/noitaliaisraele, men­tre il geno­ci­dio non si fer­ma e il gover­no ita­lia­no fa qua­dra­to intor­no alla partita.

La dife­sa dei mini­stri Abo­di e Sal­vi­ni che negli ulti­mi gior­ni han­no blin­da­to la par­ti­ta Ita­lia-Israe­le in pro­gram­ma a Udi­ne il 14 otto­bre non è che un tas­sel­lo, e nem­me­no il più gra­ve, del soste­gno del gover­no ita­lia­no a Israe­le, che resta incrollabile.

Non il più gra­ve, per­ché l’Italia non ha inten­zio­ne di smet­te­re di invia­re armi a Israe­le, nono­stan­te le vuo­te e tar­di­ve dichia­ra­zio­ni di Melo­ni su Israe­le che avreb­be “supe­ra­to ogni limi­te”. For­se Melo­ni e i suoi mini­stri non si ren­do­no con­to che que­sto limi­te, se mai è esi­sti­to, è sta­to supe­ra­to con la com­pli­ci­tà dell’Italia, del­la sua poli­ti­ca este­ra e dei suoi voti e asten­sio­ni in Europa.

Eppu­re, men­tre le vit­ti­me pale­sti­ne­si con­ti­nua­no a cre­sce­re di gior­no in gior­no, men­tre Gaza è ridot­ta in mace­rie e le code per il cibo sono solo del­le trap­po­le per spa­ra­re sul­la popo­la­zio­ne ridot­ta alla fame, che il cal­cio vada avan­ti come se nul­la fos­se è par­ti­co­lar­men­te inac­cet­ta­bi­le. Che lo sport sia ridot­to a stru­men­to di pro­pa­gan­da e di nor­ma­liz­za­zio­ne del geno­ci­dio è insop­por­ta­bi­le, e che suc­ce­da a casa nostra, nei nostri sta­di, è intollerabile. 

Del­le oltre 60.000 vit­ti­me pale­sti­ne­si iden­ti­fi­ca­te, più di 600 sono atle­te e atleti.

Il 27 ago­sto l’esercito israe­lia­no ha ucci­so a col­pi d’arma da fuo­co il mez­zo­fon­di­sta pale­sti­ne­se Allam Abdul­lah Al-Amour men­tre, pro­mes­sa dell’atletica pale­sti­ne­se e inter­na­zio­na­le, nei pres­si di un cen­tro di distri­bu­zio­ne di aiu­ti a sud di Khan You­nis, a sud del­la Stri­scia di Gaza.

All’i­ni­zio di ago­sto è sta­to ucci­so men­tre era in coda per il cibo il più famo­so cal­cia­to­re pale­sti­ne­se, Sulei­man Al Obeid, sopran­no­mi­na­to il Pelè pale­sti­ne­se. La sua fami­glia e tut­ta la popo­la­zio­ne pale­sti­ne­se soprav­vi­vo­no gior­no per gior­no in con­di­zio­ni inso­ste­ni­bi­li: gio­ca­re que­sta par­ti­ta è un’offesa alla memo­ria del­le vit­ti­me, alla giu­sti­zia e allo sport stesso.

Se nono­stan­te le richie­ste del­la poli­ti­ca, del­la cit­ta­di­nan­za, dell’AIAC (Asso­cia­zio­ne Ita­lia­na Alle­na­to­ri Cal­cio) la par­ti­ta si gio­che­rà lo stes­so, il 14 otto­bre sare­mo in piaz­za a Udi­ne alla mani­fe­sta­zio­ne di pro­te­sta, orga­niz­za­ta dal Comi­ta­to per la Pale­sti­na di Udi­ne, del­la Comu­ni­tà Pale­sti­ne­se del Friu­li e del Vene­to, da Salaam Ragaz­zi dell’Olivo e da Cal­cio e Rivo­lu­zio­ne, a cui han­no già ade­ri­to più di 200 asso­cia­zio­ni per dire anco­ra una vol­ta no sport-washing e stop al genocidio.

Fran­ce­sca Druet­ti (Segre­ta­ria di Possibile)

Andrea di Lenar­do (Capo­grup­po Allean­za Ver­di e Sini­stra — Pos­si­bi­le in Con­si­glio comu­na­le a Udine)

Sere­na Pel­le­gri­no (Con­si­glie­ra regio­na­le Allean­za Ver­di e Sini­stra in FVG)

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