Basta sfruttamento, tirocini retribuiti subito: Possibile sostiene gli specializzandi in farmacia ospedaliera

Barcamenarsi sul filo del burnout non è giusto e neanche propedeutico al proprio sviluppo formativo-professionale.

Basta sfrut­ta­men­to! Tiro­ci­ni retri­bui­ti subi­to! Pos­si­bi­le appog­gia le riven­di­ca­zio­ni SFO.

Gli Spe­cia­liz­zan­di in Far­ma­cia Ospe­da­lie­ra (SFO) sono far­ma­ci­sti che si pre­pa­ra­no con quat­tro anni di for­ma­zio­ne spe­cia­li­sti­ca post lau­rea magi­stra­le a diven­ta­re diri­gen­ti del Siste­ma Sani­ta­rio Nazio­na­le (SSN). Acqui­si­sco­no, con esa­mi e tiro­ci­nio, com­pe­ten­ze teo­ri­co-scien­ti­fi­che e pro­fes­sio­na­li nel cam­po del­la far­ma­cia cli­ni­ca, del­la far­ma­co­te­ra­pia, dell’uso del­le tec­no­lo­gie sani­ta­rie, del­la far­ma­coe­co­no­mia e del dirit­to sani­ta­rio del set­to­re far­ma­ceu­ti­co.

La Rete Nazio­na­le degli SFO (ReNa­SFO) chie­de il rico­no­sci­men­to di un ade­gua­to trat­ta­men­to eco­no­mi­co-giu­ri­di­co per i quat­tro anni e le 6000 ore obbli­ga­to­rie di for­ma­zio­ne spe­cia­li­sti­ca a ser­vi­zio del SSN nel­la for­ma di con­trat­ti di for­ma­zio­ne-lavo­ro. Lavo­ra­re retri­bui­ti, come già cor­ret­ta­men­te pre­vi­sto per i col­le­ghi spe­cia­liz­zan­di medi­ci, non è solo un dirit­to costi­tu­zio­na­le ma sareb­be ulte­rio­re incen­ti­vo alla for­ma­zio­ne degli SFO.

Oggi gli spe­cia­liz­zan­di sono inve­ce alla ricer­ca di altre occu­pa­zio­ni per sosten­tar­si duran­te la spe­cia­liz­za­zio­ne, paga­re le tas­se uni­ver­si­ta­rie, iscri­ver­si all’ordine pro­fes­sio­na­le e al rela­ti­vo ente pre­vi­den­zia­le, oltre a paga­re di tasca pro­pria vit­to e allog­gio se la spe­cia­li­tà è fuo­ri sede. Bar­ca­me­nar­si sul filo del bur­nout non è giu­sto e nean­che pro­pe­deu­ti­co al pro­prio svi­lup­po for­ma­ti­vo-pro­fes­sio­na­le.

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500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

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