Un Piemonte Possibile. Verso le regionali 2024

A giu­gno le cit­ta­di­ne e i cit­ta­di­ni del Pie­mon­te dovran­no sce­glie­re come sarà la regio­ne dei pros­si­mi cin­que anni. Abbia­mo visto come la destra che gover­na la regio­ne sia imper­mea­bi­le all’ur­gen­za del­la cri­si cli­ma­ti­ca, nono­stan­te l’e­vi­den­za degli even­ti estre­mi che col­pi­sco­no il nostro ter­ri­to­rio con sem­pre mag­gio­re fre­quen­za, e i dati impie­to­si sul­l’in­qui­na­men­to e i suoi rischi per la salu­te. Abbia­mo visto il disin­te­res­se per le fasce più fra­gi­li, eco­no­mi­ca­men­te e non solo, del­la cit­ta­di­nan­za. E abbia­mo sot­to gli occhi tut­ti i gior­ni la cro­cia­ta osti­le con­tro i dirit­ti del­le don­ne, del­le per­so­ne lgb­tiq+, del­le per­so­ne migran­ti. A que­sto si aggiun­ge la situa­zio­ne inso­ste­ni­bi­le del­la sani­tà pubblica.

Il Pie­mon­te che voglia­mo costrui­re e vive­re è diverso.

Il 20 e 21 gen­na­io 2024 incon­tria­mo­ci per met­te­re a pun­to le pro­po­ste per una regio­ne che ha biso­gno di una vera e pro­pria rivo­lu­zio­ne: sani­tà, tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca, suo­lo, tra­spor­ti, lavo­ro, dirit­ti, acco­glien­za, cura del ter­ri­to­rio. Ci vuo­le un cam­bio di rot­ta rispet­to agli ulti­mi anni e abbia­mo biso­gno di pro­po­ste radi­ca­li e corag­gio­se per far­lo, insie­me. Incon­tria­mo­ci, in pre­sen­za o onli­ne, per indi­vi­dua­re i pun­ti pro­gram­ma­ti­ci fon­da­men­ta­li per la nostra regio­ne. Per rimet­te­re al cen­tro le per­so­ne e il futuro.

Aiu­ta­ci a orga­niz­za­re que­sta due gior­ni, com­pi­la que­sto form se vuoi par­te­ci­pa­re, in pre­sen­za o online.

Pro­gram­ma:

SABATO 20

ore 10.30–13.00 PANEL 1 — LAVORO/INNOVAZIONE

ore 15.00–17.00 PANEL 2 — DIRITTI/ACCOGLIENZA

ore 17.00–19.00 PANEL 3 — SCUOLA/UNIVERSITÀ/CULTURA

DOMENICA 21

ore 10.30–13.00 PANEL 4 — CRISI CLIMATICA E TRANSIZIONE/TRASPORTI

ore 15.00–17.00 PANEL 5 — AGRICOLTURA/AREE INTERNE

ore 17.00–19.00 PANEL 6 — SANITÀ/WELFARE

Var­co & Audi­to­rium Foro Boa­rio, via Car­lo Pascal 5L, Cuneo

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Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Organizzativo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

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Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

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Pieno sostegno agli attivisti e alle attiviste denunciate a Reggio Emilia durante le manifestazioni per Gaza

È di que­sti gior­ni, infat­ti, la noti­zia dell’arrivo anche a Reg­gio Emi­lia del­le pri­me denun­ce com­mi­na­te alle atti­vi­ste e agli atti­vi­sti che han­no mani­fe­sta­to per la cit­tà duran­te i cor­tei a favo­re del popo­lo pale­sti­ne­se ed in dife­sa del­la Glo­bal Sumud Flo­til­la il 22 set­tem­bre e 3 otto­bre scor­si. Cor­tei asso­lu­ta­men­te paci­fi­ci, mol­to par­te­ci­pa­ti, che han­no riba­di­to con chia­rez­za da che par­te sta la nostra cit­tà: per la liber­tà e per l’autodeterminazione dei popo­li, con­tro le guer­re pre­da­to­rie e con­tro i genocidi.

DDL 1715: non possiamo cancellare la parola “consenso”

La pro­po­sta Bon­gior­no, sosti­tuen­do il con­sen­so con il dis­sen­so, rischia di mina­re que­sta tute­la, depo­ten­zia­re la leg­ge e ripor­ta­re indie­tro anni di bat­ta­glie civi­li e fem­mi­ni­ste. Chie­de­re che il ddl 1715 non ven­ga modi­fi­ca­to signi­fi­ca affer­ma­re la neces­si­tà di una leg­ge chia­ra, una cul­tu­ra chia­ra e un prin­ci­pio chia­ro: il con­sen­so non si negozia.