Frosinone: nessuna strumentalizzazione, il Pride è di tutte e tutti

Non è possibile accettare alcuna strumentalizzazione del Pride, che è un grande momento di festa e di rivendicazione per i diritti, la libertà, l’uguaglianza e l’inclusione di tutte e tutti.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Non è pos­si­bi­le accet­ta­re alcu­na stru­men­ta­liz­za­zio­ne del Pri­de, che è un gran­de momen­to di festa e di riven­di­ca­zio­ne per i dirit­ti, la liber­tà, l’uguaglianza e l’inclusione di tut­te e tut­ti. Que­sta mani­fe­sta­zio­ne, in tut­to il mon­do, è aper­ta al soste­gno di chiun­que voglia sot­to­scri­ver­ne le fina­li­tà: asso­cia­zio­ni, movi­men­ti, col­let­ti­vi, orga­niz­za­zio­ni sin­da­ca­li e poli­ti­ci. Con que­sto spi­ri­to, come Pos­si­bi­le e Pos­si­bi­le LGBTI+, abbia­mo ade­ri­to dall’inizio al Lazio Pri­de abbrac­cian­do­ne il docu­men­to poli­ti­co e dan­do tut­to il nostro soste­gno nel­la rea­liz­za­zio­ne del­la Pri­de Week e del­la para­ta di saba­to.

Se bat­ter­si per i dirit­ti e l’uguaglianza signi­fi­ca esse­re mani­chei, sì, lo sia­mo e lo riven­di­chia­mo con orgo­glio per­ché su que­sti temi non può esser­ci alcu­na inde­ci­sio­ne. Sare­mo al Pri­de con la con­vin­zio­ne che il nostro Pae­se, ma ancor di più il nostro comu­ne ed il nostro ter­ri­to­rio, deb­ba­no anco­ra fare tan­to per garan­ti­re pari oppor­tu­ni­tà e dirit­ti.

Non pos­sia­mo accet­ta­re i livel­li di odio a cui abbia­mo assi­sti­to den­tro e fuo­ri dal web nel­le ulti­me set­ti­ma­ne. Ser­ve un impe­gno che coin­vol­ga tut­te le for­ze poli­ti­che e asso­cia­ti­ve per il con­tra­sto alle discri­mi­na­zio­ni che ogni gior­no gra­va­no sul­la pel­le di chi, con­si­de­ra­to diver­so, vie­ne mar­gi­na­liz­za­to ed esclu­so. La lot­ta alle disu­gua­glian­ze non può e non deve esse­re stru­men­ta­liz­za­ta.

Ci spia­ce che il Sin­da­co di Fro­si­no­ne abbia inve­ce deci­so di spo­sta­re sul ter­re­no del­lo scon­tro poli­ti­co la que­stio­ne del Pri­de, a cui avreb­be potu­to par­te­ci­pa­re a testi­mo­nian­za che quan­do si rico­pre un tale inca­ri­co si rap­pre­sen­ta­no tut­te e tut­ti non solo alcu­ni.

La sua deci­sio­ne di non con­ce­de­re il patro­ci­nio all’iniziativa, giu­sti­fi­can­do la scel­ta con dichia­ra­zio­ni offen­si­ve nei con­fron­ti degli orga­niz­za­to­ri, accu­sa­ti di “vio­len­za intel­let­tua­le”, è gra­ve. Come è gra­ve rite­ne­re che le lot­te per i dirit­ti LGBTI+ sia­no “luo­ghi comu­ni di trent’anni fa”.

In tut­to il mon­do le bat­ta­glie LGBTI+ sono soste­nu­te in manie­ra tra­sver­sa­le e tan­ti tra­guar­di del­la comu­ni­tà sono sta­ti rag­giun­ti pro­prio gra­zie al voto favo­re­vo­le di for­ze diver­se.

Quel­lo che ser­ve è il corag­gio di sce­glie­re da che par­te sta­re. Noi ci schie­ria­mo al fian­co del­le per­so­ne LGBTI+, lo abbia­mo fat­to ieri, lo fare­mo saba­to al Pri­de e con­ti­nue­re­mo anche dal 23 giu­gno. Nes­su­no può e deve rima­ne­re indie­tro meno ugua­le rispet­to agli altri.

Anna Rosa Fra­te, Por­ta­vo­ce Comi­ta­to Altie­ro Spi­nel­li Pos­si­bi­le Fro­si­no­ne
Gian­mar­co Capo­gna, Por­ta­vo­ce Pos­si­bi­le LGBTI+[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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