Brasile: Bolsonaro all’attacco di sanità e salute

Nei cinque anni di programma, il lavoro di 8.322 medici cubani ha contribuito alla riduzione della mortalità di bambini, adulti e anziani e alla diminuzione delle file negli ospedali o pronto soccorsi. Inoltre, tali medici andavano a posti difficilissimi da raggiungere, posti in cui i medici brasiliani si rifiutavano di andare, facendo delle visite più umane e affettuose, in base al loro modello di medicina familiare e comunitaria. Più di 700 comuni brasiliani hanno avuto un medico per la prima volta nella storia.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il pro­gram­ma “Mais Médi­cos” (Più Medi­ci) è sta­to crea­to nel gover­no di Dil­ma Rous­sef, nell’anno 2013, per supe­ri­re la caren­za di medi­ci in comu­ni dell’interno degli sta­ti bra­si­lia­ni di dif­fi­ci­le acces­so, nel­le peri­fe­rie pove­re del­le gran­di cit­tà bra­si­lia­ne, comu­ni­tà indi­ge­ne e qui­lom­bo­las.

I medi­ci bra­si­lia­ni han­no avu­to prio­ri­tà per i posti di lavo­ro dispo­ni­bi­li. Quel­li avan­za­ti sono sta­ti offer­ti pri­ma ai bra­si­lia­ni lau­rea­ti all’estero e dopo a medi­ci stra­nie­ri. Men­tre spa­gno­li, argen­ti­ni e por­to­ghe­si si sono iscrit­ti volon­ta­ria­men­te nel pro­gram­ma, i cuba­ni era­no pre­sta­to­ri di ser­vi­zio di un pac­co ven­du­to dal gover­no di Cuba, che trat­te­ne­va il 60% del­lo sti­pen­dio dei medi­ci, fat­to che è sta­to ogget­to di mol­te cri­ti­che dall’opposizione, par­ti­co­lar­men­te dall’allora depu­ta­to Jair Bol­so­na­ro, e dal­le asso­cia­zio­ni medi­che, che han­no rice­vu­to i medi­ci cuba­ni in manie­ra mol­to nega­ti­va.

Nei cin­que anni di pro­gram­ma, il lavo­ro di 8.322 medi­ci cuba­ni ha con­tri­bui­to alla ridu­zio­ne del­la mor­ta­li­tà di bam­bi­ni, adul­ti e anzia­ni e alla dimi­nu­zio­ne del­le file negli ospe­da­li o pron­to soc­cor­si. Inol­tre, tali medi­ci anda­va­no a posti dif­fi­ci­lis­si­mi da rag­giun­ge­re, posti in cui i medi­ci bra­si­lia­ni si rifiu­ta­va­no di anda­re, facen­do del­le visi­te più uma­ne e affet­tuo­se, in base al loro model­lo di medi­ci­na fami­lia­re e comu­ni­ta­ria. Più di 700 comu­ni bra­si­lia­ni han­no avu­to un medi­co per la pri­ma vol­ta nel­la sto­ria.

Però, dopo le minac­cie di Jair Bol­so­na­ro, elet­to nuo­vo pre­si­den­te del Bra­si­le, di man­da­re via i pro­fes­sio­ni­sti cuba­ni, met­ten­do in dub­bio la loro com­pe­ten­za e pro­fes­sio­na­li­tà e con­di­zio­nan­do la loro per­ma­nen­za alla con­va­li­da dei loro tito­li di stu­dio in Bra­si­le e all’assunzione indi­vi­dua­le, il Mini­ste­ro del­la Sani­tà di Cuba ha annun­cia­to di lascia­re il pro­gram­ma il 14 novem­bre, che signi­fi­che­rà il ritor­no al caos per la sani­tà pub­bli­ca bra­si­lia­na e una regres­sio­ne del­le con­qui­ste nell’ambito del­la sani­tà pub­bli­ca.

E così fini­sce uno dei pro­gram­mi più bel­li del­la sto­ria del Bra­si­le. E a noi non resta altro che rin­gra­zia­re e chie­de­re scu­sa ai cari medi­ci cuba­ni, che han­no fat­to un bel­lis­si­mo lavo­ro nel nostro pae­se e che ades­so ci lascia­no con la digni­tà di chi lavo­ra con amo­re e sa che vite uma­ne sono mol­to più impor­tan­ti che la for­za del capi­ta­le.

Di Thais Boni­ni

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