“Lascia davvero sgomenti la decisione di far tornare l’ambasciatore italiano al Cairo. Desta ulteriore sdegno, poi, la tempistica ferragostana: davvero perfetta nell’ottica dell’insabbiamento dell’uccisione di Giulio Regeni. È bastato far arrivare in Italia non meglio identificati atti dall’Egitto, inviati dal procuratore Sadek, per piegarsi definitivamente al presidente Al Sisi, in un momento di generale distrazione”. È quanto dichiarano il segretario di Possibile, Pippo Civati, e il deputato Andrea Maestri, commentando il ritorno dell’ambasciatore italiano in Egitto. “L’unica verità — aggiungono i due parlamentari — è che la Procura egiziana si è rifiutata di di consegnare il fascicolo sulla barbara uccisione di Giulio ai legali della famiglia, confermando tutti i sospetti sulla volontà del Cairo di depistare le indagini, fornendo una versione di comodo, a cui il governo italiano è disposto a credere per chiudere il caso, dimostrando non avere a cuore la verità, svendendo così la propria dignità. Una vergogna”.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









