Il vero cambiamento che vogliamo

Voglia­mo cit­ta­di­ni, non clien­ti.

Voglia­mo sovra­ni, non frit­tu­re.

Voglia­mo elet­ti, non nomi­na­ti.

Voglia­mo una Costi­tu­zio­ne che uni­sce, non una ‘rifor­ma’ che divi­de.

Voglia­mo comu­ni­tà, non ter­ri­to­ri a cui impor­re deci­sio­ni pre­se altro­ve.

Voglia­mo con­di­vi­sio­ne, non arro­gan­za.

Voglia­mo serie­tà, non striz­za­ti­ne d’oc­chio.

Voglia­mo il bene o il meglio, per­ché il “non mi pia­ce ma la voto”, il meno peg­gio, apre sem­pre la stra­da al peg­gio.

Voglia­mo isti­tu­zio­ni pie­ne di sole, non rifor­me boschi­ve, pie­ne di ombre e di rin­vii.

Voglia­mo esse­re sere­ni, non qual­cu­no che ci dica di sta­re sere­ni, come una minac­cia.

O me o il Sena­to, dis­se Ren­zi. Ma il Sena­to rima­ne, come la met­tia­mo? Che rima­ne anche lui, ovvia­men­te. Per­ché anche gli slo­gan sono fal­si.

Dice che vuo­le meno pote­ri alle regio­ni per­ché ci stan­no quel­li come Bat­man, ma poi riem­pie il Sena­to di quel­li come Bat­man, tra­sfor­man­do­lo in una Bat­ca­ver­na. Con la Batim­mu­ni­tà per ammi­ni­stra­to­ri loca­li e regio­na­li.

Voglia­mo isti­tu­zio­ni di cui i cit­ta­di­ni si fidi­no, non per­so­ne sfi­du­cia­te da slo­gan con­tro la poli­ti­ca. Soprat­tut­to se li usa­no i poli­ti­ci. Soprat­tut­to se stan­no al gover­no.

Dice che la rifor­ma è quel­lo che ser­ve per il Pae­se, ma per un sesto di Pae­se, 11 milio­ni di abi­tan­ti che vivo­no nel­le regio­ni a sta­tu­to spe­cia­le, quel­la rifor­ma non vale. Come mi ha det­to in Tren­ti­no un soste­ni­to­re del sì: voto a favo­re per­ché non qui non si appli­ca. Che se ci pen­sa­te è un moti­vo per vota­re No, così non si appli­ca da nes­su­na par­te.

Pri­ma il Sena­to dove­va anda­re via, poi non dove­va esse­re asso­lu­ta­men­te elet­ti­vo, poi dico­no che non è così. Ma non è vero. Nien­te.

Voglia­mo veri­tà, non argo­men­ti fal­si e ten­den­zio­si. In con­ti­nuo cam­bia­men­to. Per­ché l’u­ni­ca cosa che cam­bia, ogni gior­no, è la ‘rifor­ma’ pro­po­sta. Come la leg­ge elet­to­ra­le, per la qua­le il gover­no si sfi­du­cia da solo.

Voglia­mo non un sì che basta, voglia­mo dire: basta così. Ne abbia­mo abba­stan­za.

Voglia­mo cam­bia­re lo sche­ma poli­ti­co, e lo fare­mo. Voglia­mo cam­bia­re le paro­le del­la poli­ti­ca, e già ne stia­mo usan­do di altre e diver­se. Voglia­mo cam­bia­re le scel­te di fon­do. Voglia­mo cam­bia­re il model­lo di svi­lup­po. Voglia­mo cam­bia­re i rap­por­ti di pote­re, a favo­re di chi si sen­te esclu­so, emar­gi­na­to, dimen­ti­ca­to.

Voglia­mo cam­bia­re tut­to, ma non male la Costi­tu­zio­ne. Quel­lo No, pro­prio No.

 

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