Sicilia: prima delle sigle viene la comunità

Diletta Nuzzo, Comitato Organizzativo di Possibile
A 33 anni voglio poter credere in una sinistra capace non soltanto di avere ragione, ma di cambiare concretamente le cose. Palermo e la Sicilia devono tornare protagoniste. Perché chi vive qui ogni giorno deve avere voce nel decidere il futuro di questa terra. Non possiamo lasciare che a scegliere siano altri, che arrivano qui il 23 maggio o quando una calamità naturale distrugge le nostre città e poi ripartono.

Pro­po­nia­mo l’in­ter­ven­to di Dilet­ta Nuz­zo, del Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo di Pos­si­bi­le, all’in­con­tro orga­niz­za­to dal­l’as­so­cia­zio­ne “NOI CHE” sul futu­ro del­la Sici­lia, ver­so le pros­si­me ele­zio­ni poli­ti­che e regio­na­li.

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Gra­zie all’associazione “NOI che” per aver­ci invi­ta­to a discu­te­re del futu­ro di Paler­mo e del­la Sici­lia.

Costrui­re un’alternativa pro­gres­si­sta non signi­fi­ca sol­tan­to unir­si per vin­ce­re.
Signi­fi­ca deci­de­re per cosa voglia­mo vin­ce­re e qua­le futu­ro voglia­mo costrui­re.

Pri­ma del­le can­di­da­tu­re vie­ne il pro­gram­ma.
Pri­ma del­le sigle vie­ne la comu­ni­tà.

E for­se dob­bia­mo tor­na­re al pas­sa­to: a quan­do la sini­stra sta­va nel­le stra­de, nei quar­tie­ri, nel­le asso­cia­zio­ni, nei luo­ghi di lavo­ro. A quan­do par­la­va CON le per­so­ne, non sol­tan­to ALLE per­so­ne.

Dob­bia­mo tor­na­re ad ascol­ta­re.
Chi resta. Chi par­te. Chi è tor­na­to.
Gli anzia­ni. Le asso­cia­zio­ni. E soprat­tut­to i gio­va­ni.

Per­ché nes­su­no ha più a cuo­re il futu­ro del­la Sici­lia di chi ha le vali­gie pron­te davan­ti alla por­ta.

A 33 anni voglio poter cre­de­re in una sini­stra capa­ce non sol­tan­to di ave­re ragio­ne, ma di cam­bia­re con­cre­ta­men­te le cose.

Una coa­li­zio­ne pro­gres­si­sta? Sì.
Ma non una som­ma di sim­bo­li e par­ti­ti.

Una pro­po­sta poli­ti­ca. Un pro­get­to con­di­vi­so. Una visio­ne per la nostra ter­ra.

E quel pro­get­to non può esse­re deci­so altro­ve.

Paler­mo e la Sici­lia devo­no tor­na­re pro­ta­go­ni­ste.

Per­ché chi vive qui ogni gior­no deve ave­re voce nel deci­de­re il futu­ro di que­sta ter­ra. Non pos­sia­mo lascia­re che a sce­glie­re sia­no altri, che arri­va­no qui il 23 mag­gio o quan­do una cala­mi­tà natu­ra­le distrug­ge le nostre cit­tà e poi ripar­to­no.

Non da Roma. Non da lon­ta­no.
Qui. Insie­me. Ades­so.

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