Pieno sostegno agli attivisti e alle attiviste denunciate a Reggio Emilia durante le manifestazioni per Gaza

È di questi giorni, infatti, la notizia dell’arrivo anche a Reggio Emilia delle prime denunce comminate alle attiviste e agli attivisti che hanno manifestato per la città durante i cortei a favore del popolo palestinese ed in difesa della Global Sumud Flotilla il 22 settembre e 3 ottobre scorsi. Cortei assolutamente pacifici, molto partecipati, che hanno ribadito con chiarezza da che parte sta la nostra città: per la libertà e per l’autodeterminazione dei popoli, contro le guerre predatorie e contro i genocidi.

Il Comi­ta­to reg­gia­no di Pos­si­bi­le espri­me pie­no soste­gno agli atti­vi­sti e atti­vi­ste col­pi­te dal­le denun­ce in occa­sio­ne dei cor­tei in favo­re di Gaza e del­la Glo­bal Sumud Flotilla.

È di que­sti gior­ni, infat­ti, la noti­zia dell’arrivo anche a Reg­gio Emi­lia del­le pri­me denun­ce com­mi­na­te alle atti­vi­ste e agli atti­vi­sti che han­no mani­fe­sta­to per la cit­tà duran­te i cor­tei a favo­re del popo­lo pale­sti­ne­se ed in dife­sa del­la Glo­bal Sumud Flo­til­la il 22 set­tem­bre e 3 otto­bre scor­si. Cor­tei asso­lu­ta­men­te paci­fi­ci, mol­to par­te­ci­pa­ti, che han­no riba­di­to con chia­rez­za da che par­te sta la nostra cit­tà: per la liber­tà e per l’autodeterminazione dei popo­li, con­tro le guer­re pre­da­to­rie e con­tro i genocidi. 

“Que­sti prov­ve­di­men­ti pena­li – pro­se­gue il comi­ta­to – sono la diret­ta con­se­guen­za dei nuo­vi rea­ti di bloc­co stra­da­le e fer­ro­via­rio intro­dot­ti dal “DL Sicu­rez­za”, espres­sio­ne chia­ra e mani­fe­sta del­la volon­tà repres­si­va del dis­sen­so da par­te del gover­no Melo­ni. Non pos­sia­mo accet­ta­re pas­si­va­men­te che chi, con corag­gio e volon­tà ha mes­so i pro­pri cor­pi in gio­co per la cau­sa del­la liber­tà del popo­lo pale­sti­ne­se, pos­sa esse­re mac­chia­ti di rea­ti penali.”

Oltre alla fedi­na pena­le mac­chia­ta, se il Par­la­men­to appro­ve­rà il nuo­vo pac­chet­to di misu­re aggiun­ti­ve in mate­ria di sicu­rez­za, a  colo­ro che risul­ti­no anche solo denun­cia­ti o con­dan­na­ti con sen­ten­za non defi­ni­ti­va nel cor­so dei cin­que anni pre­ce­den­ti sarà este­so il Daspo Urba­no, ovve­ro il divie­to di acces­so nei cen­tri urba­ni. “Imma­gi­na­re che a stu­den­ti, lavo­ra­to­ri, sin­da­ca­li­sti e sem­pli­ci atti­vi­sti pos­sa esse­re vie­ta­to l’ingresso in cit­tà solo per il sem­pli­ce eser­ci­zio del dirit­to di espres­sio­ne di dis­sen­so e di paci­fi­co con­tra­sto socia­le è agghiac­cian­te. Il rischio di una deri­va auto­ri­ta­ria da par­te di que­sto gover­no è sot­to gli occhi di tutti.”

Pos­si­bi­le si schie­ra quin­di a fian­co di tut­te e tut­ti colo­ro che in quel­le gior­na­te han­no colo­ra­to paci­fi­ca­men­te la cit­tà, sen­za nes­sun tipo di dan­no, facen­do pro­prio anche pro­prie anche le pre­oc­cu­pa­zio­ni espres­se dal pre­si­den­te nazio­na­le di Anpi Gian­fran­co Paglia­ru­lo. Que­sti atti inti­mi­da­to­ri sono la rispo­sta del gover­no a chi lo ha mes­so in cri­si per la pri­ma vol­ta attra­ver­so una gran­de mobi­li­ta­zio­ne popo­la­re che ha attra­ver­sa­to anche la nostra cit­tà. Non pos­sia­mo per­met­te­re che chi ver­rà col­pi­to da que­ste denun­ce ven­ga lascia­to da solo. Pos­si­bi­le è da sem­pre a fian­co di chi, nel nome del­la liber­tà e del­la giu­sti­zia socia­le, scen­de in piaz­za e in strada.

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