Il parco del Beigua: un’altra puntata

Dicia­mo­ce­lo, noi sia­mo for­tu­na­ti: abbia­mo un Mini­ste­ro del­la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca! Alme­no in teoria.

Nel­la pra­ti­ca, viste le usci­te e le auto­riz­za­zio­ni con­ces­se in que­sti gior­ni, non sia­mo per nul­la for­tu­na­ti. Inol­tre, quel Mini­ste­ro si dovreb­be anche occu­pa­re di quel­le che era­no le com­pe­ten­ze del Mini­ste­ro dell’Ambiente, del­la tute­la del ter­ri­to­rio e del mare ed è qui che ini­zia­no a sor­ge­re i problemi.

Non c’eravamo anco­ra ripre­si dal­la que­stio­ne “stel­le” che le dichia­ra­zio­ni del Mini­stro ci spiaz­za­no ulteriormente.

Ritor­nia­mo sul­la que­stio­ne del Bei­gua già affron­ta­ta in altri due pre­ce­den­ti pun­ta­te (le tro­va­te qui e qui).

Ma andia­mo con ordi­ne: alla CET (Com­pa­gnia Euro­pea per il Tita­nio) nel 2015 vie­ne nega­ta l’autorizzazione a effet­tua­re pre­lie­vi per la ricer­ca di tita­nio e altri mate­ria­li rari in un’area che insi­ste anche nel ter­ri­to­rio del Par­co del Bei­gua. La stes­sa CET nel 2020 pre­sen­ta una nuo­va richie­sta, pre­ve­den­do che le ricer­che saran­no di tipo non inva­si­vo in quan­to i rile­va­men­ti geo­lo­gi­co-strut­tu­ra­li saran­no effet­tua­ti a pie­di, sen­za pre­lie­vo di cam­pio­ni, uti­liz­zan­do esclu­si­va­men­te piste e sen­tie­ri esi­sten­ti, con acces­so con­sen­ti­to, men­tre le ana­li­si pun­tua­li, non saran­no inva­si­ve né distrut­ti­ve del suo­lo e del sopras­suo­lo, per­ché effet­tua­te median­te l’impiego di stru­men­ti por­ta­ti­li XRF. Quin­di ad impat­to zero o addi­rit­tu­ra posi­ti­vo, per­ché l’economia dei ter­ri­to­ri potreb­be trar­re van­tag­gio dal fat­to che ci sia­no dei tec­ni­ci a fare ricer­che in zona. A fron­te di que­sta con­si­de­ra­zio­ne il Mini­stro non ha tro­va­to nul­la da ecce­pi­re rispet­to alla con­ces­sio­ne fat­ta dal­la Regio­ne Liguria.

Di suo, cara gra­zia, ricor­dan­do­si di ave­re le com­pe­ten­ze del Mini­ste­ro dell’Ambiente, il Mini­stro ha aggiun­to che qua­lo­ra ci saran­no del­le vio­la­zio­ni ver­reb­be­ro pron­ta­men­te atti­va­te le pre­ro­ga­ti­ve di auto­ri­tà di sor­ve­glian­za del suo ministero.

Sul­la zona dove ver­ran­no effet­tua­te le inda­gi­ni le dichia­ra­zio­ni del Mini­stro non cor­ri­spon­do­no con la richie­sta di CET, poi­ché nel­la docu­men­ta­zio­ne pre­sen­ta­ta da CET la scor­sa esta­te si leg­ge: “l’area ogget­to di stu­dio e ricer­ca è inse­ri­ta par­zial­men­te nel Par­co regio­na­le del Bei­gua, che com­pren­de par­te del­la “Zona Spe­cia­le di Con­ser­va­zio­ne” (ZSC) deno­mi­na­ta IT1331402 Bei­gua, M. Den­te, Gar­gas­sa, Pavi­glio­ne (Rete Natu­ra 2000).

Ha poi pre­ci­sa­to, e qui le pre­oc­cu­pa­zio­ni aumen­ta­no, che comun­que l’attività di sfrut­ta­men­to e di estra­zio­ne mine­ra­ria è asso­lu­ta­men­te vie­ta­ta nel Parco.

A que­sto pun­to però con­ti­nua a rima­ner­ci nel­la testa la doman­da: “Ma per far­ci cosa?”. Volen­do fare atto di fede e cre­de­re alla buo­na volon­tà di CET che dice di voler effet­tua­re lo stu­dio e l’aggiornamento dei dati pre­gres­si per cono­sce­re in modo appro­fon­di­to, con le nuo­ve tec­no­lo­gie a dispo­si­zio­ne, non inva­si­ve, le risor­se del ter­ri­to­rio dav­ve­ro non com­pren­dia­mo le moti­va­zio­ni che han­no por­ta­to Regio­ne Ligu­ria ha rispon­de­re posi­ti­va­men­te alla richie­sta di CET.

Sap­pia­mo già da pre­ce­den­ti inda­gi­ni geo­mor­fo­lo­gi­che che nel­le con­for­ma­zio­ni roc­cio­se che for­ma­no il Par­co del Bei­gua il tita­nio è in sim­bio­si con l’amianto: quin­di per estrar­re il pri­mo, biso­gna estrar­re anche il secon­do. Ammet­tia­mo pure che rispet­to alla richie­sta del 2015 oggi esi­sta­no stru­men­ti più pre­ci­si per fare que­ste indagini.

Ha sen­so anda­re ad effet­tua­re nuo­vi sag­gi e nuo­ve inda­gi­ni per con­fer­ma­re quan­to già si conosce?

È del tut­to evi­den­te che que­ste inda­gi­ni sia­no pro­pe­deu­ti­che solo all’estrazioni del tita­nio. Quin­di gli attua­li vin­co­li che nega­no l’attività estrat­ti­va mine­ra­ria, un doma­ni, saran­no man­te­nu­ti oppu­re ver­ran­no spaz­za­ti maga­ri a fron­te di una “tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca” poco atten­ta e rispet­to­sa del­le que­stio­ni e degli inte­res­si ambientali.

È pro­prio per que­sto, caro Mini­stro del fu Mini­ste­ro dell’Ambiente che ci sarem­mo aspet­ta­ti da par­te sua una posi­zio­ne diver­sa oppo­nen­do­si sin da subi­to alla con­ces­sio­ne rila­scia­ta dal­la Regio­ne Liguria.

Wal­ter Girar­di e Ligu­ria Possibile

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