Druetti (Pos): Referendum sconfitta di Meloni, ora costruiamo un Paese più giusto

La vittoria del no al referendum costituzionale è una vittoria delle persone, tantissime, che si sono mobilitate a difesa della #Costituzione e una sconfitta di chi voleva modificarla cercando di azzerare il dibattito pubblico e facendo una campagna referendaria che svilisce ogni confronto serio. È una sconfitta di Meloni, di Salvini e di Tajani, che nelle ultime settimane sono stati in prima linea in una campagna elettorale sguaiata e sconclusionata, nel tentativo di recuperare i voti che sapevano di stare perdendo.

La vit­to­ria del no al refe­ren­dum costi­tu­zio­na­le è una vit­to­ria del­le per­so­ne, tan­tis­si­me, che si sono mobi­li­ta­te a dife­sa del­la #Costi­tu­zio­ne e una scon­fit­ta di chi vole­va modi­fi­car­la cer­can­do di azze­ra­re il dibat­ti­to pub­bli­co e facen­do una cam­pa­gna refe­ren­da­ria che svi­li­sce ogni con­fron­to serio.

È una scon­fit­ta di Melo­ni, di Sal­vi­ni e di Taja­ni, che nel­le ulti­me set­ti­ma­ne sono sta­ti in pri­ma linea in una cam­pa­gna elet­to­ra­le sgua­ia­ta e scon­clu­sio­na­ta, nel ten­ta­ti­vo di recu­pe­ra­re i voti che sape­va­no di sta­re per­den­do.

Le cit­ta­di­ne e i cit­ta­di­ni non han­no cre­du­to alla reto­ri­ca degli “stu­pra­to­ri che esco­no di gale­ra se vin­ce il no”, non han­no cedu­to ai “siste­mi clien­te­la­ri” che la destra vole­va met­te­re in cam­po per mobi­li­ta­re gli elet­to­ri, non han­no volu­to “toglie­re di mez­zo” la magi­stra­tu­ra, non han­no dato ret­ta a una fan­to­ma­ti­ca minac­cia del­le “toghe ros­se”.

Ed è un otti­mo segna­le per una demo­cra­zia che ha biso­gno del­la cura di tut­te e tut­ti noi.

Un rin­gra­zia­men­to va ai nostri comi­ta­ti, che anche in que­sta occa­sio­ne si sono spe­si per la cam­pa­gna, volan­ti­nan­do, orga­niz­zan­do dibat­ti­ti e momen­ti di con­fron­to, mobi­li­tan­do­si con un impe­gno e una gene­ro­si­tà che han­no pesa­to nel risul­ta­to fina­le.

Oggi festeg­gia­mo, da doma­ni con­ti­nuia­mo a insi­ste­re per un pae­se più giu­sto, a costrui­re una comu­ni­tà che si impe­gni quo­ti­dia­na­men­te per i dirit­ti socia­li e civi­li, a spin­ge­re su quei temi che il gover­no volu­ta­men­te igno­ra, a fare oppo­si­zio­ne a chi vuo­le ripor­tar­ci indie­tro alle pagi­ne più buie del­la nostra sto­ria.

Per­ché la poli­ti­ca si fa tut­ti i gior­ni, nel­le riu­nio­ni, nel­le assem­blee, nel­le con­ver­sa­zio­ni con le per­so­ne che ci sono vici­ne, nel­le piaz­ze, e si farà nuo­va­men­te alle urne, dove sare­mo chia­ma­ti a espri­mer­ci sul futu­ro dei pros­si­mi cin­que anni. Sapen­do che si può pro­por­re un’alternativa cre­di­bi­le a que­sto gover­no e a un’idea di socie­tà che non ci rap­pre­sen­ta.

Per que­sto, in que­sti mesi, ci pre­pa­re­re­mo, aggior­nan­do il nostro pro­gram­ma, pre­pa­ran­do­ci, con­ti­nuan­do il nostro lavo­ro den­tro e fuo­ri le isti­tu­zio­ni, per un Pae­se e un Mon­do miglio­re di quel­lo che c’è ades­so.

Noi voglia­mo esser­ci. E aspet­tia­mo anche te su possibile.com/tessera

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Druetti (Pos): Referendum sconfitta di Meloni, ora costruiamo un Paese più giusto

La vit­to­ria del no al refe­ren­dum costi­tu­zio­na­le è una vit­to­ria del­le per­so­ne, tan­tis­si­me, che si sono mobi­li­ta­te a dife­sa del­la #Costi­tu­zio­ne e una scon­fit­ta di chi vole­va modi­fi­car­la cer­can­do di azze­ra­re il dibat­ti­to pub­bli­co e facen­do una cam­pa­gna refe­ren­da­ria che svi­li­sce ogni con­fron­to serio. È una scon­fit­ta di Melo­ni, di Sal­vi­ni e di Taja­ni, che nel­le ulti­me set­ti­ma­ne sono sta­ti in pri­ma linea in una cam­pa­gna elet­to­ra­le sgua­ia­ta e scon­clu­sio­na­ta, nel ten­ta­ti­vo di recu­pe­ra­re i voti che sape­va­no di sta­re per­den­do.

Vittime innocenti di mafia

21 marzo: la Mafia avanza dove la politica arretra

Lot­ta­re con­tro la mafia signi­fi­ca anche lot­ta­re per il sala­rio mini­mo, per i con­sul­to­ri, per una scuo­la che sia pre­si­dio di liber­tà, per una giu­sti­zia che non guar­di in fac­cia nes­su­no.

​Sia­mo una marea che vuo­le tra­sfor­ma­re il dolo­re in pro­po­sta poli­ti­ca, la memo­ria in impe­gno con­ti­nuo e costan­te, il desi­de­rio di veri­tà e giu­sti­zia in con­sa­pe­vo­lez­za dei vele­ni che le mafie iniet­ta­no nel­la socie­tà.

Foto del candidato sindaco di Parigi Emmanuel Gregoire

A Parigi sosteniamo Emmanuel Grégoire: per una città libera e antifascista

A Pari­gi, dome­ni­ca, tutt3 a vota­re la lista de l’Union de gau­che unie et éco­lo­gi­ste d’Emmanuel Gré­goi­re, la sola in gra­do di bat­te­re Rachi­da Dati e i suoi allea­ti di estre­ma destra. È il momen­to di mobi­li­tar­si per­ché Pari­gi riman­ga una cit­tà libe­ra, anti­fa­sci­sta, fem­mi­ni­sta ed eco­lo­gi­sta.