Congresso di Possibile 2021. Si aprono le votazioni

Il congresso di Possibile, convocato lo scorso 9 maggio, ha concluso la sua fase di discussione nei comitati di tutta Italia domenica 6 giugno. Ora è il momento del voto, per le iscritte e gli iscritti di Possibile.

Il con­gres­so di Pos­si­bi­le, con­vo­ca­to lo scor­so 9 mag­gio, ha con­clu­so la sua fase di discus­sio­ne nei comi­ta­ti di tut­ta Ita­lia dome­ni­ca 6 giu­gno. Ora è il momen­to del voto, per le iscrit­te e gli iscrit­ti di Pos­si­bi­le. Dal­le ore 18.00 di lune­dì 7 giu­gno fino alle ore 18.00 di vener­dì 11 giu­gno si svol­ge­ran­no quin­di le vota­zio­ni sul­la piat­ta­for­ma onli­ne del par­ti­to. Il voto è per­so­na­le e segre­to: si acce­de alla piat­ta­for­ma con il pro­prio ID, comu­ni­ca­to al momen­to del­l’i­scri­zio­ne, ed è inol­tre pos­si­bi­le richie­de­re assi­sten­za scri­ven­do a [email protected] Ricor­dia­mo che iscrit­te e iscrit­ti si espri­me­ran­no sul­la mozio­ne Paro­le d’O­no­re (sca­ri­ca­bi­le in pdf a que­sto link), col­le­ga­ta alla can­di­da­tu­ra a Segre­ta­ria di Bea­tri­ce Bri­gno­ne. La mozio­ne è sta­ta pre­sen­ta­ta e discus­sa nel­le riu­nio­ni che han­no visto impe­gna­ti i nostri comi­ta­ti, ora la paro­la pas­sa a cia­scu­no e cia­scu­na di noi.

La vota­zio­ne si tro­va anche nel­l’­ho­me­pa­ge di partecipazione.possibile.com Buon voto a tut­te e tutti!

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500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

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Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

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Uno studente gay è bloccato in Iran. Riportiamolo a casa in Italia!

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Per mesi ci sia­mo sen­ti­ti ripe­te­re da tan­ti, trop­pi, com­pre­si ver­ti­ci del­le orga­niz­za­zio­ni spor­ti­ve e da espo­nen­ti del gover­no, che “lo sport e la poli­ti­ca devo­no resta­re sepa­ra­ti”. Una sce­men­za ipo­cri­ta, qua­si sem­pre soste­nu­ta in mala­fe­de da chi per pri­mo non si fa scru­po­li a met­te­re atle­ti e risul­ta­ti spor­ti­vi al ser­vi­zio del­la pro­pa­gan­da del più for­te e degli inte­res­si eco­no­mi­ci e poli­ti­ci più aggressivi.

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Il trat­ta­to bila­te­ria­le per la non pro­li­fe­ra­zio­ne del­le armi nuclea­ri tra USA e Rus­sia è sca­du­to, sen­za volon­tà di rin­no­var­lo. E non è un’esagerazione dire che ciò ci avvi­ci­na alla fine del mon­do. A mag­gior ragio­ne quan­do Trump e Putin si pon­go­no con vana­glo­ria al di sopra di ogni rego­la, demo­len­do le orga­niz­za­zio­ni mul­ti­la­te­ra­li e vio­lan­do ripe­tu­ta­men­te il dirit­to internazionale.