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Il “cessate il fuoco” a Gaza non significa che l’emergenza è finita

Il gover­no ita­lia­no ha un ruo­lo, in tut­to que­sto: innan­zi­tut­to è fon­da­men­ta­le rispet­ta­re gli impe­gni pre­si e inten­si­fi­ca­re gli sfor­zi per garan­ti­re che gli aiu­ti uma­ni­ta­ri rag­giun­ga­no effi­ca­ce­men­te la popo­la­zio­ne di Gaza. Come è fon­da­men­ta­le che l’I­ta­lia, insie­me alla comu­ni­tà inter­na­zio­na­le, con­tri­bui­sca atti­va­men­te alla rico­stru­zio­ne del siste­ma sani­ta­rio e al ripri­sti­no del­le con­di­zio­ni di vita digni­to­se per le per­so­ne col­pi­te dagli effet­ti di 15 mesi di geno­ci­dio.
Allo stes­so modo, è impor­tan­te agi­re per costrui­re la pace a par­ti­re da que­sta fra­gi­le tre­gua. L’Italia ha il dove­re di rico­no­sce­re e rispet­ta­re le sen­ten­ze del­la Cor­te Pena­le Inter­na­zio­na­le e del­la Cor­te Inter­na­zio­na­le di Giu­sti­zia, inter­rom­pen­do tut­te le azio­ni diret­te e indi­ret­te che sup­por­ta­no l’occupazione ille­ga­le israe­lia­na dei ter­ri­to­ri Pale­sti­ne­si, faci­li­tan­do il lavo­ro e l’accesso di gior­na­li­ste e gior­na­li­sti a Gaza e nel­la Cisgior­da­nia. Non si può rima­ne­re a guar­da­re. Il ritor­no allo sta­tus quo, fat­to di oppres­sio­ne e apar­theid, è intol­le­ra­bi­le.

Civati-Druetti: Soddisfazione per il giudizio della Corte sul referendum cittadinanza e sul Jobs Act

Civa­­ti-Drue­t­­ti (Pos­si­bi­le): Sod­di­sfa­zio­ne per il giu­di­zio del­la Cor­te sul refe­ren­dum cit­ta­di­nan­za e sul Jobs Act. “C’è sod­di­sfa­zio­ne per il giu­di­zio del­la Cor­te sul refe­ren­dum cit­ta­di­nan­za, dopo la veri­fi­ca sul­l’am­mis­si­bi­li­tà del que­si­to”. Lo dichia­ra­no Giu­sep­pe Civa­ti e Fran­ce­sca Druet­ti, fon­da­to­re e segre­ta­ria di Pos­si­bi­le, par­ti­to pro­mo­to­re del que­si­to insie­me a +Euro­pa, Psi, Radi­ca­li, Rifon­da­zio­ne Comu­ni­sta e …

Civa­ti-Druet­ti: Sod­di­sfa­zio­ne per il giu­di­zio del­la Cor­te sul refe­ren­dum cit­ta­di­nan­za e sul Jobs Act Leg­gi altro »

Riforma Valditara: bentornati nel Ventennio

Quel­lo che lascia più inter­det­ti del­l’in­ter­vi­sta di Val­di­ta­ra è il sapo­re nostal­gi­co e ita­lo-cen­tri­co di tut­to il discor­so, il pou­le tut­to al maschi­le a capo del­la com­mis­sio­ne, l’assenza di stu­den­tes­se e stu­den­ti al tavo­lo del­le deci­sio­ni sul futu­ro del­la loro istru­zio­ne.

Cessate il fuoco a Gaza: una speranza, finalmente

Ci unia­mo alla spe­ran­za che que­sto momen­to por­ti sol­lie­vo al popo­lo pale­sti­ne­se. Que­sto accor­do evi­den­zia ulte­rior­men­te la neces­si­tà di sman­tel­la­re il siste­ma di oppres­sio­ne e occu­pa­zio­ne che Israe­le impo­ne al popo­lo pale­sti­ne­se da decen­ni. Solo con la fine di que­sto siste­ma si potrà spe­ra­re in una pace giu­sta.

Nelle Marche si è acceso un faro per il diritto all’aborto

Si è acce­so un faro nel­le Mar­che per il dirit­to all’interruzione volon­ta­ria di gra­vi­dan­za. Nien­te che abbia a che vede­re con il mare: il faro è ad Asco­li Pice­no e pun­ta drit­to ver­so l’intera regio­ne, anco­ra al buio per quan­to riguar­da la pos­si­bi­li­tà del­le per­so­ne che inten­do­no inter­rom­pe­re una gra­vi­dan­za di veder­si rico­no­sciu­to que­sto dirit­to.

Fermiamo il “ddl sicurezza” e le politiche liberticide del governo Meloni

Il ddl sicu­rez­za ovvia­men­te non c’entra nien­te con la sicu­rez­za, que­sto dovreb­be capi­re anche chi ha la fis­sa del­la sicu­rez­za e si fa pren­de­re dal­la pro­pa­gan­da del gover­no, è tut­to teso a garan­ti­re che non si distur­bi il mano­vra­to­re, a can­cel­la­re stru­men­ti di pro­te­sta e di lot­ta. Stru­men­ti che, non dimen­ti­chia­mo­lo, sono garan­ti­ti dal­la nostra costi­tu­zio­ne anti­fa­sci­sta. 

Aprite le case sfitte, non le porte sante

Il feno­me­no del­le abi­ta­zio­ni sfit­te diven­ta più rile­van­te e cri­ti­co soprat­tut­to nel­le gran­di cit­tà, dove si con­cen­tra­no un mag­gior nume­ro di indi­gen­ti, ma dove la bol­la degli affit­ti bre­vi distor­ce e pie­ga il sod­di­sfa­ci­men­to dei biso­gni fon­da­men­ta­li alle mere logi­che del libe­ro mer­ca­to. Il Giu­bi­leo a Roma ne è un esem­pio ecla­tan­te.

Anche nel 2025 tornano le tessere alias

Esse­re il pri­mo par­ti­to in Ita­lia a intro­dur­re il tes­se­ra­men­to alias rap­pre­sen­ta un risul­ta­to di cui sia­mo orgo­glio­si, ma anche una respon­sa­bi­li­tà. Non ci fer­mia­mo qui: con­ti­nue­re­mo a lavo­ra­re per ren­de­re l’Italia un pae­se in cui nes­su­na per­so­na  si sen­ta in peri­co­lo, esclu­sa o invi­si­bi­liz­za­ta.

Pos­si­bi­le invi­ta tut­te le per­so­ne che con­di­vi­do­no i valo­ri di giu­sti­zia socia­le, eco­lo­gia, pace e dirit­ti uma­ni ad unir­si par­ti­to e a tes­se­rar­si. Per infor­ma­zio­ni e det­ta­gli sul tes­se­ra­men­to, inclu­sa la moda­li­tà alias, è pos­si­bi­le visi­ta­re il sito uffi­cia­le a que­sto link: www.possibile.com/tessera/