Proponiamo l’intervento di Diletta Nuzzo, del Comitato Organizzativo di Possibile, all’incontro organizzato dall’associazione “NOI CHE” sul futuro della Sicilia, verso le prossime elezioni politiche e regionali.
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Grazie all’associazione “NOI che” per averci invitato a discutere del futuro di Palermo e della Sicilia.
Costruire un’alternativa progressista non significa soltanto unirsi per vincere.
Significa decidere per cosa vogliamo vincere e quale futuro vogliamo costruire.
Prima delle candidature viene il programma.
Prima delle sigle viene la comunità.
E forse dobbiamo tornare al passato: a quando la sinistra stava nelle strade, nei quartieri, nelle associazioni, nei luoghi di lavoro. A quando parlava CON le persone, non soltanto ALLE persone.
Dobbiamo tornare ad ascoltare.
Chi resta. Chi parte. Chi è tornato.
Gli anziani. Le associazioni. E soprattutto i giovani.
Perché nessuno ha più a cuore il futuro della Sicilia di chi ha le valigie pronte davanti alla porta.
A 33 anni voglio poter credere in una sinistra capace non soltanto di avere ragione, ma di cambiare concretamente le cose.
Una coalizione progressista? Sì.
Ma non una somma di simboli e partiti.
Una proposta politica. Un progetto condiviso. Una visione per la nostra terra.
E quel progetto non può essere deciso altrove.
Palermo e la Sicilia devono tornare protagoniste.
Perché chi vive qui ogni giorno deve avere voce nel decidere il futuro di questa terra. Non possiamo lasciare che a scegliere siano altri, che arrivano qui il 23 maggio o quando una calamità naturale distrugge le nostre città e poi ripartono.
Non da Roma. Non da lontano.
Qui. Insieme. Adesso.










