Oggi, 23 maggio, Palermo diventa ancora una volta il palcoscenico di una passerella che conosciamo fin troppo bene. Leader politici e rappresentanti delle istituzioni sfileranno impettiti davanti l’Albero Falcone. Quest’anno, lo faranno in numero ancora maggiore, complici le elezioni amministrative che si terranno tra pochissime ore.
È un rito che si ripete, ma che diventa ogni anno più intollerabile.
Sarebbe bello, e forse onesto, se gli stessi volti varcassero la soglia dell’aeroporto “Falcone-Borsellino” anche in altre occasioni. Non solo quando il calendario segna una ricorrenza, ma quando la realtà chiede giustizia. Dove siete quando la criminalità organizzata torna a soffocare i nostri esercenti con il pizzo, come è successo pochi giorni fa a Isola delle Femmine? Dove siete quando l’ennesimo scandalo macchia le istituzioni, polverizzando quel poco di fiducia che ancora i cittadini ripongono in chi li governa?
A cosa serve la vostra presenza di un giorno, se poi l’assenza dello Stato è il rumore di fondo che accompagna ogni singolo giorno del resto dell’anno?
Che senso ha stare dritti e compunti davanti all’Albero Falcone, quando ci sono intere comunità a Palermo che, per avere garantiti servizi essenziali come l’acqua o i trasporti, devono ancora scendere a patti con il potere mafioso?
Non è questa la legalità. Questa è una sceneggiata. Usare il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come un’arma di propaganda elettorale è l’offesa più grande che possiate fare alla loro memoria e a questa città.
Le vostre sono parole vuote, che risuonano in un vuoto politico e sociale che avete contribuito a creare. Se volete davvero onorare chi ha dato la vita per questa terra, iniziate a occuparvi dei vivi, dei loro diritti e dei loro bisogni reali. Per tutto il resto, risparmiateci le vostre sfilate.
Diletta Nuzzo
Possibile Sicilia










