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Il Segretario del Vescovo di Aosta mette una svastica sulla bandiera LGBTQIA+: non è “prospettiva”, è fascismo

Il gior­no in cui una comu­ni­tà inte­ra scen­de in piaz­za per riven­di­ca­re dirit­ti e digni­tà, il segre­ta­rio del vesco­vo di Aosta sce­glie di met­te­re la sva­sti­ca den­tro la ban­die­ra Pro­gress Pri­de e di fir­mar­la con un “que­stio­ne di pro­spet­ti­va”. Non c’è nes­su­na pro­spet­ti­va da discu­te­re. C’è un sim­bo­lo che ha signi­fi­ca­to ster­mi­nio, e c’è un ber­sa­glio scel­to con pre­ci­sio­ne: le per­so­ne LGBTQIA+, che quel regi­me le ha mar­chia­te, depor­ta­te e ucci­se.

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