Salario. Minimo, indispensabile

Salario minimo, ora! Abbiamo una proposta.

Una pro­po­sta di leg­ge d’i­ni­zia­ti­va popo­la­re, per ave­re il sala­rio mini­mo, ora, e che potre­mo pre­sen­ta­re con il tuo aiu­to: ser­vo­no 50.000 firme.
 
Come puoi soste­ne­re il sala­rio mini­mo? Aiu­tan­do con la rac­col­ta firme:
- ser­vo­no auten­ti­ca­to­ri e auten­ti­ca­tri­ci (chi può autenticare);
- ser­vo­no volon­ta­ri e volon­ta­rie per i tavoli
- fir­ma e fai firmare
- pas­sa­pa­ro­la!
Scri­vi­ci a [email protected] se vuoi partecipare.
 
Per­ché il sala­rio minimo?
L’Italia figu­ra tra i Pae­si euro­pei in cui non vige un sala­rio mini­mo per leg­ge ed è sog­get­ta alla dop­pia dina­mi­ca del dum­ping sala­ria­le, sia inter­no che nel peri­me­tro del mer­ca­to uni­co, tan­to che fa regi­stra­re per­cen­tua­li ele­va­te di pover­tà tra i lavo­ra­to­ri (11,8%). Il livel­lo media­no del­le retri­bu­zio­ni ora­rie è di 11,29 euro men­tre il sala­rio medio è pari a 14,29 euro. Cir­ca 1,1 milio­ni di lavo­ra­to­ri han­no una paga ora­ria infe­rio­re al 66% del sala­rio media­no, ossia rice­vo­no media­men­te un sala­rio di 6,65 euro per ogni ora lavorata.

Lo scri­ve Davi­de Sera­fin sull’ultimo nume­ro di Ossi­ge­no, “Scio­pe­ro mini­mo”, inte­ra­men­te dedi­ca­to al lavo­ro. Eppu­re, il dibat­ti­to sul sala­rio mini­mo in Ita­lia è are­na­to. Den­tro e fuo­ri il Parlamento. 

Quan­do que­sta pri­ma­ve­ra abbia­mo lan­cia­to una cam­pa­gna sul sala­rio mini­mo, can­cel­la­to dal PNRR, han­no comin­cia­to ad arri­var­ci testi­mo­nian­ze di lavo­ra­to­ri e lavo­ra­tri­ci che si sono tro­va­te di fron­te a con­di­zio­ni intol­le­ra­bi­li. Altro che “resi­lien­za”. Il lavo­ro si paga. Si paga il giu­sto, si paga quan­to è neces­sa­rio per coin­vol­ge­re l’individuo nel­le sor­ti del­la socie­tà, per la digni­tà e il rispet­to del­la persona.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sindacati. 

Nel cor­so di que­sti tre anni il Comi­ta­to Scien­ti­fi­co di Pos­si­bi­le, coor­di­na­to da Davi­de Sera­fin e insie­me al grup­po tema­ti­co dedi­ca­to al lavo­ro, non ha smes­so di docu­men­tar­si, spe­cie sul­la lun­ga ma ste­ri­le trat­ta­zio­ne par­la­men­ta­re in mate­ria. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

Ora abbia­mo una nuo­va pro­po­sta e stia­mo avvian­do la rac­col­ta di fir­me neces­sa­ria per pre­sen­tar­la, rin­no­va­ta e imple­men­ta­ta. Avre­mo biso­gno di rac­co­glie­re 50.000 fir­me per poter­lo fare, e dell’aiuto di tut­te e tut­ti per rag­giun­ge­re que­sto obiet­ti­vo. Abbia­mo visto come le per­so­ne si mobi­li­ti­no per le cau­se in cui si rico­no­sco­no e per far sen­ti­re la pro­pria voce nel silen­zio dei deci­so­ri poli­ti­ci e cre­dia­mo che que­sta bat­ta­glia, insie­me alle altre che ci han­no visto in pri­ma linea, sia fondamentale.