AntiFa

Una gui­da per rispon­de­re ad alcu­ne paro­le e luo­ghi comu­ni che cir­co­la­no con insi­sten­za e che si rive­la­no infon­da­ti, stru­men­ta­li, propagandistici.

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Vocabolario

A come Africa

di Mas­si­mo Maz­za (Maz­zet­ta)

Gli afri­ca­ni emi­gra­no pre­va­len­te­men­te in Afri­ca, l’84% degli emi­gra­ti dei pae­si dell’Africa Occi­den­ta­le si è sta­bi­li­ta in altri pae­si del­la regione.

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F come Fascismo

di Giu­sep­pe Civati

sul­la pau­ra lavo­ra­no quo­ti­dia­na­men­te veri impren­di­to­ri: esi­ste cioè una vera «orga­niz­za­zio­ne dell’odio».

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G come Gender

di Mas­si­mo Prearo

non vi è alcu­na trac­cia nel­la let­te­ra­tu­ra scien­ti­fi­ca di “teo­ria del gender”

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I come Invasione

di Ste­fa­no Catone

Tra il 2014 e il 2016 gli arri­vi via mare sono oscil­la­ti tra i 150mila e i 180mila: tra lo 0,25% e lo 0,3% del­la popo­la­zio­ne italiana.

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K come Kalergi

di Mas­si­mo Maz­za (Maz­zet­ta)

Rias­sun­ta in poche paro­le, la sto­ria del Pia­no Kaler­gi è sem­pli­ce: con­si­ste nel­la denun­cia di un pia­no per la sosti­tu­zio­ne del­la popo­la­zio­ne euro­pea con immi­gra­ti d’origine africana.

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O come Omotransfobia

di Gian­mar­co Capogna

un cli­ma cre­scen­te di odio e discri­mi­na­zio­ni ai dan­ni del­la comu­ni­tà LGBTI*: una emer­gen­za socia­le che non riguar­da più solo la vio­len­za fisi­ca e verbale.

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S come Soros

di Mas­si­mo Maz­za (Maz­zet­ta)

Il mito di Soros come pro­ta­go­ni­sta del big com­plot­to, di parec­chi gran­di com­plot­ti, nasce negli Sta­ti Uni­ti nel­la loca­le nebu­lo­sa di siti raz­zi­sti e suprematisti

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T come Trentacinque euro

di Ste­fa­no Catone

Sono i sol­di che fini­sco­no quo­ti­dia­na­men­te nel­le tasche di cia­scun immi­gra­to pre­sen­te in Ita­lia. E inve­ce no.

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Cosa ha carat­te­riz­za­to le destre di tut­to il mon­do negli ulti­mi anni se non la pre­ci­sa stra­te­gia di sol­le­ti­ca­re la sfi­du­cia e le pau­re dell’elettorato?
Pos­si­bi­le ci sarà, per­ché dove c’è fasci­smo, ci deve esse­re l’antifascismo ed è neces­sa­rio coin­vol­ge­re la comu­ni­tà affin­ché si svi­lup­pi una sen­si­bi­li­tà che vede in que­ste mani­fe­sta­zio­ni l’espressione di posi­zio­ni anti­de­mo­cra­ti­che, vio­len­te e già con­dan­na­te dal­la sto­ria oltre che dal­le nostre leggi. 
Il dibat­ti­to inne­sca­to anche in Ita­lia dal­le pro­te­ste #Blac­kLi­ve­sMat­ter dimo­stra che abbia­mo matu­ra­to una mag­gio­re con­sa­pe­vo­lez­za sul­le dina­mi­che di sopraf­fa­zio­ne, vio­len­za e pote­re di un pas­sa­to che abbia­mo cer­ca­to di rimuo­ve­re, nascon­den­do­lo sot­to il mito degli “Ita­lia­ni bra­va gente”.
La sen­ten­za del TAR si può ribal­ta­re ma è evi­den­te che l’Avvocatura del­lo Sta­to deve impe­gnar­si di più e oltre a que­sto ser­ve la poli­ti­ca per­ché la que­stio­ne di Tri­sul­ti è intrin­se­ca­men­te anche una bat­ta­glia politica.
Nel­le ulti­me set­ti­ma­ne abbia­mo regi­stra­to l’en­co­mia­bi­le sfor­zo di Mat­teo Sal­vi­ni nel dichia­rar­si, e nel dichia­ra­re la Lega, non anti­se­mi­ta, tan­to da orga­niz­za­re un con­ve­gno sul­l’a­na­li­si del­le nuo­ve for­me di anti­se­mi­ti­smo (diser­ta­to dai rap­pre­sen­ta­ti del­l’e­brai­smo ita­lia­no e roma­no). Uno sfor­zo che non è richie­sto a tutti.
Il Comi­ta­to “Uma­ni­tà e Pro­gres­so” Abruz­zo di Pos­si­bi­le espri­me il pro­prio scon­cer­to per la riap­pa­ri­zio­ne del­l’in­ci­sio­ne “Dux” sul­la Pen­na di Vil­la San­ta Maria, il costo­ne di roc­cia che sovra­sta il pic­co­lo comu­ne del chie­ti­no, rea­liz­za­ta nel 1940 e da anni ripu­li­ta dal­le pol­ve­ri nei recen­ti lavo­ri di riqua­li­fi­ca­zio­ne per crea­re per­cor­si di arrampicata.