Dopo il voto tutto regolare: è la democrazia, bellezza

Alla fine gli italiani hanno votato.

Hanno votato in molti, e precisamente 33.244.258, pari al 65,47% degli aventi diritto: un record tra i referendum costituzionali, considerato che nel 2001 aveva votato soltanto il 34,05% e nel 2006 il 52,46%, e più di quanti avessero partecipato alle ultime elezioni su base nazionale, le europee del 2014, quando a votare era andato solo il 57,22% degli aventi diritto.

Hanno votato NO a una riforma costituzionale che non li rappresentava e che peggiorava il funzionamento delle istituzioni, in modo netto, essendosi espressi in questo senso ben 19.420.271 elettori, pari al 59,11%.

Questo – stando a quanto dicevamo fino a pochi giorni fa i sostenitori di quella brutta riforma costituzionale – avrebbe dovuto determinare una serie di immediati cataclismi, con i quali si è cercato di spaventare gli italiani condizionandone il voto (cosa che, purtroppo, in parte è comunque riuscita). Invece, come risulta evidente dopo ormai due giorni da quel voto, non è successo nulla di sconvolgente. Semplicemente è stata mantenuta la Costituzione che abbiamo e che non presenta problemi di funzionamento tali da richiedere riforme così invasive e soprattutto controproducenti rispetto alle esigenze di semplificazione sulle quali si potrebbe lavorare e si è dimesso un Governo (il 63° della storia repubblicana) perché aveva inteso – in modo molto discutibile – immedesimarsi troppo con quella riforma costituzionale. Avendo il precedente Governo scelto di far approvare – apponendoci la fiducia – una legge elettorale per l’elezione della sola Camera dei deputati, trascurando che ci troviamo in un sistema con due Camere elette a suffragio universale, sarà necessario costituire un nuovo Governo. Come accaduto molte volte e come accade nelle democrazie parlamentari dopo una crisi.

Tutto sembra, insomma, molto regolare (molto più di quanto apparisse la scorsa settimana) e anche i mercati lo confermano: lo vediamo dall’andamento della borsa e dello spread, secondo quanto avevamo anticipato, replicando a quanto sostenevano i sostenitori della riforma.

Del resto la democrazia consiste nella possibilità di esprimersi liberamente rispetto ad alternative contrapposte e nel consentire che qualunque sia il risultato tutto proceda regolarmente. Anche grazie alla Costituzione, per l’appunto.

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