L’uguaglianza di gene­re per noi è sem­pre sta­ta più di una voce inse­ri­ta in un pro­gram­ma, più di un gior­no all’anno con cui lavar­si la coscien­za fino alla ricor­ren­za suc­ces­si­va, più di un agget­ti­vo di moda da aggiun­ge­re in auto­ma­ti­co per caval­ca­re l’onda del momento.

 

Quan­do par­lia­mo del­la neces­si­tà di miglio­ra­re la con­di­zio­ne del­le don­ne, oltre ai bene­fi­ci per le don­ne stes­se, non dimen­ti­chia­mo che stia­mo par­lan­do di un van­tag­gio per tut­te e tut­ti. Le ana­li­si – com­pre­se quel­le eco­no­mi­che, come quel­la del Fon­do Mone­ta­rio Inter­na­zio­na­le – ci dico­no che inve­sti­re nel miglio­ra­men­to del­la con­di­zio­ne fem­mi­ni­le por­ta bene­fi­ci gene­ra­liz­za­ti. Una socie­tà che sof­fo­ca il con­tri­bu­to del­le don­ne è una socie­tà che ope­ra con un brac­cio lega­to die­tro la schie­na e oggi che ci tro­via­mo a fron­teg­gia­re cri­si su più ambi­ti – sani­ta­rio, ambien­ta­le, eco­no­mi­co, edu­ca­ti­vo – non pos­sia­mo permettercelo.

 

Chi con­trol­la il dena­ro e le spe­se di fami­glia può usa­re que­sto con­trol­lo come un’arma e, in più, l’incertezza del futu­ro e dell’indipendenza eco­no­mi­ca spes­so spin­ge le don­ne a resta­re più a lun­go in situa­zio­ni di abu­so e di peri­co­lo. La pari­tà sala­ria­le, la cer­ti­fi­ca­zio­ne di Equal Pay, la Tam­pon tax, l’equiparazione dei con­ge­di paren­ta­li, sono alcu­ne del­le pro­po­ste di Pos­si­bi­le che in altri pae­si sono già real­tà. A cui si affian­ca la bat­ta­glia cul­tu­ra­le per il con­tra­sto agli ste­reo­ti­pi, al ses­si­smo in ogni ambi­to, al siste­ma patriar­ca­le che ci circonda.


Leg­gi la nostra pro­po­sta di leg­ge sul­la pari­tà retributiva

Sia­mo di fron­te ad un arre­tra­men­to pre­oc­cu­pan­te cir­ca i risul­ta­ti e le poli­ti­che a dife­sa del­la pari­tà uomo – don­na otte­nu­ti negli scor­si decenni.
Il tema del­la cosid­det­ta “tam­pon tax” non è nuo­vo, ma negli ulti­mi mesi il dibat­ti­to che lo riguar­da ha pre­so una nuo­va pie­ga. Natu­ral­men­te, stia­mo par­lan­do del con­te­sto ita­lia­no, per­ché altro­ve la discus­sio­ne è sta­ta affron­ta­ta negli ulti­mi anni e in mol­ti Sta­ti si è già legi­fe­ra­to in accordo.
Era dif­fi­ci­le aspet­tar­si un pas­so in avan­ti da un gover­no e una mag­gio­ran­za poco atten­ta ai dirit­ti del­le don­ne, e pur­trop­po le pre­vi­sio­ni sono sta­te con­fer­ma­te: la tam­pon tax è sta­ta respinta.
In Ita­lia, il col­let­ti­vo Non Una di Meno ha rac­col­to l’invito e con­vo­ca­to un cor­teo per il 24 Novem­bre a Roma. Paral­le­la­men­te sono sta­te orga­niz­za­te altre due mani­fe­sta­zio­ni: un con­ve­gno con­tro l’interruzione volon­ta­ria di gra­vi­dan­za pro­mos­so da For­za Nuo­va, e una mani­fe­sta­zio­ne orga­niz­za­ta dal Comi­ta­to No 194, che con­ta tra i suoi iscrit­ti il Mini­stro del­la Fami­glia e del­la Disa­bi­li­tà Loren­zo Fon­ta­na. Natu­ral­men­te, For­za Nuo­va ha già dato la pro­pria ade­sio­ne al cor­teo orga­niz­za­to dal Comi­ta­to a cui è iscrit­to il Ministro.
Abbia­mo anco­ra la spe­ran­za di vin­ce­re l’odio e il fasci­smo doma­ni. In ogni modo, sia­mo pron­te a resi­ste­re e a lot­ta­re con­tro un gover­no rivol­to a una mino­ran­za pri­vi­le­gia­ta e con­tra­rio alla liber­tà di espres­sio­ne e al dirit­to alla diversità.
In un Pae­se dove sem­pre di più aumen­ta il diva­rio di gene­re e dove i nume­ri del­la vio­len­za con­tro le don­ne sono così in aumen­to da rap­pre­sen­ta­re l’unica vera emer­gen­za sicu­rez­za in Ita­lia, è quan­to mai urgen­te una bat­ta­glia cul­tu­ra­le e politica.