Pisa Possibile alle amministrative 2018

abbiamo pensato che fosse necessario proseguire la costruttiva esperienza di opposizione in consiglio comunale, portata avanti da Una città in comune e Rifondazione Comunista. Semmai allargando la prospettiva, includendo, coinvolgendo...
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“Diritti in comune”, così abbiamo chiamato la nostra coalizione, nata a marzo dello scorso anno in una giornata di discussione e confronto al Teatro Lux di Pisa. In quell’occasione abbiamo pensato che fosse necessario proseguire la costruttiva esperienza di opposizione in consiglio comunale, portata avanti da Una città in comune e Rifondazione Comunista. Semmai allargando la prospettiva, includendo, coinvolgendo…

Di sicuro i motivi che spinsero alla nascita, alle scorse amministrative, della coalizione di sinistra, autonoma dal Partito Democratico, non sono venuti meno, anzi si sono rafforzati, se vogliamo aggravati. In questi cinque anni, le diseguaglianze sono cresciute, la coesione sociale si è ulteriormente indebolita, la precarietà della vita delle persone, irrimediabilmente e strettamente legata a quella del lavoro, è vieppiù opprimente.

E senz’altro i governi che nel frattempo si sono succeduti, tutti marchiati centrosinistra, hanno offerto il loro significativo contributo a questa crisi economica, sociale, culturale, senza porle alcun argine, anzi semmai travalicandoli, gli argini. Non di meno anche il governo della nostra città, con lo stesso colore politico, non ha neppure tentato di porre un freno a questa deriva dei diritti di ciascuno di noi, non su un piano legislativo, per quello che può competere ad un comune, ma neppure sul piano politico, denunciando le storture della strada intrapresa, le sue intrinseche ingiustizie, le sue palesi discriminazioni. Anzi, si è fatta la corsa alla stigmatizzazione dei poveri, non della povertà, attuando il Daspo urbano, prima città la nostra tra quelle toscane e tra le prime in Italia, in nome di un mal interpretato concetto di sicurezza e, addirittura, di decoro urbano. Un provvedimento inumano, prima ancora che inutile, inefficace.

Come se poi il decoro urbano non contenesse in sé una soggettività della percezione, da cui evidentemente non si può prescindere. E allora:

  • È decoroso che nel quartiere più popoloso della città sorgano due scheletri di cemento alti 45 metri, voluti dal costruttore amico e dall’amministrazione, simbolo quotidiano (se mai ce ne fosse bisogno) di dove porta la speculazione edilizia e un irresponsabile consumo del suolo?
  • È decoroso che il Comune di Pisa, quale socio pubblico, stia in silenzio di fronte alle esternalizzazioni messe in atto da Toscana Aeroporti, con il consueto seguito di penalizzazioni nei salari e nei diritti dei lavoratori, senza che neppure si possa trovare una giustificazione nei conti di bilancio? E dopo, peraltro, aver ampiamente contributo alla privatizzazione del sistema aeroportuale toscano.
  • È decoroso che, in questi anni, l’enorme patrimonio artistico e culturale della città sia stato spesso reso fruibile a cittadini e turisti solo grazie al ‘lavoro volontario’?
  • È decoroso che l’amministrazione non esterni nessun imbarazzo verso le recenti inchieste della magistratura che vedono coinvolte, per reati gravissimi a danno del patrimonio pubblico fino ad essere toccate da sospetti di infiltrazioni mafiose, aziende che appartengono alla filiera degli appalti e subappalti, in vario modo interessati nella realizzazione delle Grandi Opere della città?
  • È decoroso che a Pisa si contino circa 4000 abitazioni sfitte o locate provvisoriamente, a fronte di un’emergenza abitativa che cresce di giorno in giorno? E che 1500 studenti con diritto non abbiamo alloggio nell’edilizia studentesca, è decoroso? E soprattutto, è costituzionale?

Siamo fermamente convinti che una città diversa sia necessaria, oltre che possibile. Una città solidale e laica, innovativa e inclusiva. Attenta all’ambiente, culturalmente vivace, stimolante per chi promuove innovazione, accogliente per chi, per varie ragioni, la sceglie come momento di vita. Una città che sappia pensarsi nel futuro, organizzandosi nel presente, distribuendo in modo equo le opportunità e mettendo in condivisione le ricchezze, non solo economiche, che esse generano, in una prospettiva di compiuta uguaglianza sociale e civile.

Una città femminile, di pace. E le due parole non sono insieme a caso. Perché la pace è profondamente legata al rispetto delle diversità, che valorizza, anziché cercarne l’annientamento. Ed è anche intrinsecamente legata al rispetto dei diritti umani fondamentali, enunciati con forza dalla nostra stessa Costituzione. Che ripudia la guerra, andrebbe ricordato alla nostra amministrazione, supina alle scelte sovraordinate di potenziamento della base americana di Camp Darby.

Una città antifascista, nel senso pieno della parola. Una città che conservi la memoria dell’antifascismo, senza però farne un mero esercizio retorico. Una città antifascista perchè aperta alle culture diverse, attenta ai bisogni di tutte e tutti, soprattutto di chi ne ha di più, di bisogni. Una città antifascista perché culturalmente contro ogni fascismo, razzismo e sessismo.

Il programma che abbiamo costruito è il frutto di un lavoro collettivo, durato oltre un anno. È il frutto di ben 12 tavoli di lavoro, di iniziative pubbliche aperte al confronto e alla discussione, del coinvolgimento di cittadine e cittadini, di competenze, di associazioni e organizzazioni, di tutti coloro che si sono sentiti di dare il loro contributo.

Questo programma sarà il nostro punto di riferimento per i prossimi cinque anni. Su questo programma baseremo il nostro agire politico, le nostre proposte, non considerandolo tuttavia qualcosa di fermo, statico, conclusivo, bensì un percorso in itinere, in divenire. Aperto alle sollecitazioni che via via arriveranno dal mondo del lavoro, dall’università, dall’impresa, dagli spazi sociali, dalle donne, dai giovani, dai bambini, da coloro che vivono la città, da coloro che vi arrivano e hanno diritto ad un’accoglienza degna, quale che sia la loro provenienza.

Un’altra Pisa è possibile.

Emanuela Amendola – Pisa Possibile

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