L’uguaglianza come motore, la diversità come innovazione.

bookmark
I dirit­ti, le liber­tà, la digni­tà e i cor­pi del­le per­so­ne LGBTI+ non sono mer­ce di scam­bio poli­ti­co, stru­men­ti di tat­ti­ci­smi che spes­so guar­da­no ad altre que­stio­ni e han­no tut­t’al­tri obbiettivi.

Non c’è nul­la di con­tro­ver­so nel­la defi­ni­zio­ne di “iden­ti­tà di gene­re” che è già pre­vi­sta nel­le sen­ten­ze inter­na­zio­na­li, nel­le posi­zio­ni del­la CEDU, nel dirit­to euro­peo e — sor­pre­so­na — anche nel dirit­to ita­lia­no. Sem­pre per chia­rez­za, a que­sto aggiun­gia­mo che non è per nul­la oltrag­gio­so nem­me­no inse­ri­re nel DDL l’importanza dell’educazione e del lavo­ro nel­le scuo­le, luo­go da cui è pos­si­bi­le costrui­re una nuo­va socie­tà capa­ce di aprir­si, cono­sce­re e acco­glie­re la diver­si­tà. Nega­re l’a­spet­to del­l’i­den­ti­tà di gene­re e del lavo­ro nel­le scuo­le svuo­ta il sen­so del DDL e signi­fi­ca che non si vuo­le com­pren­de­re che il con­tra­sto all’odio è una bat­ta­glia sistemica. 

Vede, caro mini­stro, per noi il pun­to fon­da­men­ta­le è pro­prio que­sto: la qua­li­tà del­le inte­se sul cli­ma, ormai, non la fan­no tan­to i con­te­nu­ti quan­to le tem­pi­sti­che per rag­giun­ge­re gli obiettivi.
Cosa ha carat­te­riz­za­to le destre di tut­to il mon­do negli ulti­mi anni se non la pre­ci­sa stra­te­gia di sol­le­ti­ca­re la sfi­du­cia e le pau­re dell’elettorato?
Non si pos­so­no fare tor­na­re i vita i mor­ti, non si può resti­tui­re la pace alle loro fami­glie, né rico­sti­tui­re tut­te quel­le vite e quel­le fami­glie che si sono sgre­to­la­te nel tem­po, per con­se­guen­ze diret­te ed indi­ret­te di un siste­ma mafio­so e cor­rot­to. Ma la giu­sti­zia sì che si può fare, ed è dove­ro­so pre­ten­der­la. Per chi ha dato la vita per difen­der­la, per la nostra digni­tà di cit­ta­di­ni e per le gene­ra­zio­ni future.
Que­sto gigan­te­sco e raf­faz­zo­na­to ten­ta­ti­vo di maquil­la­ge del­lo sfrut­ta­men­to ha incon­tra­to final­men­te il suo desti­no natu­ra­le con la sen­ten­za 30/06/2021 del Tri­bu­na­le di Bologna.