Il lavo­ro si paga. Si paga il giu­sto, si paga quan­to è neces­sa­rio per coin­vol­ge­re l’individuo nel­le sor­ti del­la socie­tà, per la digni­tà e il rispet­to del­la persona.

 

Assi­stia­mo da decen­ni a una tan­to pro­gres­si­va quan­to inar­re­sta­bi­le sva­lu­ta­zio­ne del lavo­ro in mol­ti set­to­ri del­la pro­du­zio­ne e dei ser­vi­zi: un con­ti­nuo pro­ces­so attra­ver­so il qua­le sono sta­te eli­mi­na­te tute­le ed è sta­to crea­to un con­te­sto all’interno del qua­le lo sfrut­ta­men­to rag­giun­ge livel­li pros­si­mi allo schia­vi­smo. In que­sto sen­so, la filie­ra agroa­li­men­ta­re — nostra eccel­len­za, nostro van­to in tut­to il mon­do — offre un otti­mo spac­ca­to “ver­ti­ca­le”, una vera e pro­pria cate­na del disva­lo­re, che tra­smet­te ingiu­sti­zia e sfrut­ta­men­to a par­ti­re dai cam­pi agri­co­li fino alla con­se­gna del pro­dot­to fini­to alle nostre porte.

 

Ser­ve pri­ma di tut­to resti­tui­re e garan­ti­re digni­tà al lavo­ro in quan­to tale: digni­tà del lavo­ro signi­fi­ca giu­sta paga, signi­fi­ca che tut­te e tut­ti sia­no retri­bui­ti in misu­ra ade­gua­ta alla quan­ti­tà e alla qua­li­tà del lavo­ro svol­to, per­ché al di sot­to è sfrut­ta­men­to, sem­pre a bene­fi­cio di chi gover­na la filie­ra e che oggi spen­de milio­ni di euro in spot che ci rac­con­ta­no quan­to vuo­le bene al nostro Pae­se. Chi vuo­le bene al nostro Pae­se pro­teg­ga e tute­li lavo­ra­tri­ci e lavoratori.

 

E poi ser­ve sgom­be­ra­re il cam­po da scioc­chez­ze qua­li «gli immi­gra­ti ci por­ta­no via il lavo­ro», men­tre i brac­cian­ti muo­io­no nei cam­pi e men­tre le badan­ti si pren­do­no cura dei “nostri” anzia­ni. Nes­su­no deve più tro­var­si nel­la con­di­zio­ne di poter esse­re ricat­ta­to e schia­viz­za­to: ser­vo­no mec­ca­ni­smi ordi­na­ri di rego­la­riz­za­zio­ne e, soprat­tut­to, è neces­sa­rio can­cel­la­re la Bos­­si-Fini e intro­dur­re per­cor­si ordi­na­ri per i lavo­ra­to­ri migran­ti, a par­ti­re da un per­mes­so di sog­gior­no per ricer­ca di lavoro.

 

Leg­gi la nostra pro­po­sta sul sala­rio minimo.

La lot­ta dei dipen­den­ti di Alma­vi­va riguar­da tut­ti noi, in que­sto caso anche come con­su­ma­to­ri, ma in pri­mis come cit­ta­di­ni: a cia­scu­no di noi può capi­ta­re, doma­ni o in un futu­ro più lon­ta­no, di per­de­re il lavoro
In un pae­se che tol­le­ra for­me di schia­vi­smo dif­fu­se da nord a sud, la poli­ti­ca tro­va nel­lo stra­nie­ro la cau­sa di tut­ti i mali
In pro­vin­cia di Lati­na è sta­to arre­sta­to un noto impren­di­to­re agri­co­lo, insie­me alla figlia, accu­sa­ti di sfrut­ta­men­to di per­so­ne sog­gior­nan­ti irre­go­lar­men­te. Che sono quel­le più espo­ste al rischio e che meno pos­so­no recla­ma­re dirit­ti, ai qua­li una barac­ca può basta­re e ai qua­li si som­mi­ni­stra­no dro­ghe se la fati­ca è inumana.
Aman­deep è uno dei tan­ti lavo­ra­to­ri stra­nie­ri sfrut­ta­ti nei cam­pi ita­lia­nis­si­mi, da sfrut­ta­to­ri ita­lia­nis­si­mi. Capo­ra­li, che una leg­ge avreb­be dovu­to com­bat­te­re, ma che nei cam­pi dal nord al sud Ita­lia fan­no anco­ra il bel­lo e il cat­ti­vo tempo
I Pre­ca­ri Uni­ti CNR rap­pre­sen­ta­no il 40% di tut­ta la for­za lavo­ro del CNR. Sen­za la for­za lavo­ro e l’entusiasmo dei pre­ca­ri gio­va­ni e meno gio­va­ni il lavo­ro del più gran­de Ente Pub­bli­co di Ricer­ca in Ita­lia si bloccherebbe
Bar­ba­ra, da 15 anni ricer­ca­tri­ce pre­ca­ria pres­so il dipar­ti­men­to di Agra­ria a Gru­glia­sco, non rice­ve­rà più la bor­sa di stu­dio dopo aver annun­cia­to che sta­va aspet­tan­do un figlio