Un tour della curiosità. Antimafiosa.

Ognuno nella sua città può, con poco, organizzare "un'assemblea condominiale della curiosità" per ricominciare a porre le domande giuste, oltre che incaponirsi nella convinzione delle nostre risposte. Una sala, un microfono e delle persone intorno a un tavolo a discuterne sono un'arma molto più potente di quel che si creda

Mi stupisce che ci si stupisca. Mi stupisce che ogni volta, quando le mafie si infilano nel business dell’accoglienza oppure nel settore degli ipermercati e della grande distribuzione, quasi tutti fingano di essere sorpresi come se tutti questi anni di inchieste, denunce, convegni, libri, incontri e studi non sia servito a niente. Mi stupisce che l’Italia, questa Italia così storicamente mafiosa in alcuni pezzi della politica e dell’imprenditoria, si appassioni alla questione mafiosa a fasi alterne, secondo le mode, in base ai personaggi del momento e risponda con un’azione culturale e sociale (e politica) a singhiozzo a un fenomeno che ha nella persistenza gran parte della sua forza.

Mi stupisce soprattutto quanto ci siamo disabituati alla curiosità: quanto insistiamo a sonnecchiare in città che hanno segnali di mafia nella case costruite e che non hanno bisogno di essere vendute, nelle zone industriali abbandonate eppure con cantieri per i nuovi capannoni, negli esercizi commerciali che in tempi di crisi spuntano e sembrano non essere nemmeno interessati ad avere clienti o, appunto, negli ipermercati così tanti e così vicini da non avere una ragionevole giustificazione commerciale.

Eppure tutti intorno, in molti, zitti. Pronti solo a indignarsi in occasione di qualche inchiesta antimafia senza saperne che le Procure ci restituiscono le macerie mentre la politica dovrebbe riconoscere le mafie dalle fondamenta. È il primato della politica, no? Arrivare prima. Non è difficile.

E siccome il muscolo della curiosità ha bisogno di allenamento per mantenersi elastico e lungo allora forse è il caso di ripartire, casa per casa, comune per comune, senza limitarci a una legalità buona solo per essere un paragrafo del programma elettorale. E organizziamolo noi. Comune per comune. Il dovere di essere curiosi. Curiosi perché antimafiosi.

Ognuno nella sua città può, con poco, organizzare “un’assemblea condominiale della curiosità” per ricominciare a porre le domande giuste, oltre che incaponirsi nella convinzione delle nostre risposte. Una sala, un microfono e delle persone intorno a un tavolo a discuterne sono un’arma molto più potente di quel che si creda. Facciamolo. Subito.

Scrivete a italia@possibile.com e partiamo. Che dite?

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