Si dovrebbe fare (una Costituente delle idee)

Si dovrebbe fare un progetto che parta dalle questioni, dai problemi reali, dalle real issues come Sanders.

Si dovrebbe aprire un pensatoio in cui raccogliere le migliori teste del mondo progressista.

Si dovrebbe parlare di robotica come fa Hamon, di reddito minimo con i conti corretti e i servizi necessari, di lavoro e di reddito, insomma, in una strategia politica equilibrata.

Si dovrebbero affrontare i cambiamenti climatici, che non lo fa nessuno e rischiamo grosso, anche preferiamo fare finta di niente.

Si dovrebbe parlare di evasione fiscale, soprattutto delle multinazionali parecchio elusive e della ricchezza nascosta delle nazioni, nei paradisi esclusivi che insistono anche all’interno della Ue.

Si dovrebbe parlare di voucher, di logistica, di diritti e garanzie minime.

Si dovrebbe aggredire la differenza retributiva tra uomini e donne.

Si dovrebbe assumere un profilo laico, senza eccezioni.

Si dovrebbe spiegare come funziona l’accoglienza, come affrontare l’immigrazione, come modificare norme della destra che la sinistra ha conservato e da ultimo rilanciato.

Si dovrebbero individuare strumenti normativi che riducano l’influenza della mafia.

Si dovrebbe legalizzare la cannabis.

Ecco, ci vediamo dal 24 al 26 febbraio (a partire dalle 16 del 24 febbraio).

Non ipotesi, proposte di legge.

Non comizi, analisi.

Non provocazioni, spiegazioni.

Un lavoro che poi proseguirà, in Parlamento, in un think tank, in un percorso attraverso le nostre comunità: metà elaborazione, metà mobilitazione.

Sulla base di proposte di legge, precise e articolate, messe a disposizione dell’opinione pubblica, prima di diventare un programma elettorale.

Accompagnando infine tutto questo da una più ampia riflessione culturale su ciò che siamo e siamo diventati. E per preparare giorni migliori.

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